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Servizio Sociale Lo spazio forum per le lauree dell'area Servizio Sociale

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Vecchio 07-05-08, 11:42   #1 (permalink)
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Lightbulb Proposte di tesi

Ciao a tutti,
mi e' venuta un idea. Perche' non proviamo a mettere tutte le aree di interesse del servizio sociale cosi' che se c'e' qualcuno che vuole fare la tesi si copia la bibliografia da qua sopra?
Silvia
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Vecchio 04-02-09, 20:14   #2 (permalink)
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Lightbulb [Tesi di laurea] Indicazioni di massima

Ciao a tutti,
per gli amici di servizio sociale (e non solo) dedico queste poche righe di orientamento sulla tesi di laurea per gentile concessione della Facolta' di Lettere. Spero possano essere un valido ausilio per tutti. Saluti
Italo

INDICAZIONI PER LE TESI DI LAUREA

1. Assegnazione e scelta dell’argomento

Nel momento di richiesta della tesi, si suggerisce di avere non solo chiari il tipo di tesi che si intende chiedere e i tempi di massima che si vogliono rispettare, ma anche una prima idea sull’argomento da trattare.
Per quanto riguarda la scelta del relatore, lo studente può tenere in considerazione i seguenti consigli:

- se si desidera iniziare a lavorare immediatamente dopo la conclusione degli studi è preferibile scegliere un relatore già inserito nel sistema dei servizi sociali

- se si desidera continuare gli studi (magistrale o dottorato) è preferibile scegliere un relatore che ha ricoperto diverse cariche accademiche (ordinario, presidente di dipartimento, etc.)

- se si desidera valorizzare l'esperienza di tirocinio è preferibile scegliere un relatore afferente all'area disciplinare attinente all'esperienza svolta

- se non si hanno particolari aspettative è preferibile affidarsi a un relatore d'ufficio nel qual caso la segreteria didattica effettua l'assegnazione in base a chi ha in carico il minor numero di laureandi

La tesi di ricerca sperimentale (studenti di Laurea Magistrale e triennale) consiste in una Trattazione esauriente, critica e originale, che riveli capacità di ricerca autonoma, maturità metodologica e di giudizio; non ha limiti di pagine – indicativamente può trattarsene di 100-150. Il titolo viene depositato in Segreteria almeno sei mesi prima della data fissata per la convocazione dell’esame di laurea. La tesi di laurea bibliografica consiste in un elaborato scritto nella forma di una dissertazione su di un oggetto circoscritto, oppure su una problematica ben definita, oppure su una rassegna ragionata sociologica, oppure su recensione di monografie o simili; è indicativamente non superiore alle 50 pagine.

2. Raccolta del materiale e impostazione della tesi

Per quanto concerne la teoria, si consiglia di iniziare con la consultazione sui manuali, sulle enciclopedie sociologiche, sul Dizionario Bibliografico On-Line (per es. biblio sociologia) o sul servizio references. Ulteriore materiale (o indicazioni) può essere ricercato su Internet con l’obbligo di riportare gli estremi di consultazione (data e link per esteso).
In tutte le fonti di raccolta occorre saper selezionare il materiale qualitativamente valido, ciò è particolarmente importante se si usa internet. Sulla base del materiale raccolto lo studente deve elabore un indice (distinto in capitoli e paragrafi) che, unitamente all’elenco del materiale trovato, sarà trattato con il docente. Dopo tale fase lo studente potrà passare alla stesura della tesi che, corredata dal frontespizio, dovrà essere consegnata in triplice copia al docente, al presidente della commissione e alla segreteria.


continua...
__________________
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Ultima modifica di italo_da_b : 28-07-10 a 16:11 Motivo: [Allineamento testo] Dov'è l'opzione giustifica?
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Vecchio 04-02-09, 20:16   #3 (permalink)
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Lightbulb [Tesi di laurea] Indicazioni di massima

3. Aspetti formali della redazione della tesi

La tesi deve essere divisa in capitoli e paragrafi, ed eventualmente sottoparagrafi, preceduta dall’indice e seguita dalla bibliografia (si possono aggiungere un elenco della teoria, un elenco della ricerca, ed un elenco degli altri materiali). È preceduta da un’introduzione, contenente obiettivi,
metodo e contenuti della tesi, e seguita dalle conclusioni che costituiscono la sintesi del lavoro. Per quanto riguarda il numero di righe e battute per pagina, si rinvia alla regolamentazione di facoltà, anche se in linea di massima si raccomanda di impostare su 32-35 righe; 65-70 caratteri per riga, corpo 12 per il testo e 10 per le note. Si consiglia un rientro nella prima riga di ogni capoverso e di evitare capoversi troppo lunghi, che rendono
la tesi di difficile lettura.

Standards

Nella redazione della tesi, occorre rispettare criteri di uniformità, ad esempio usando standards comuni nell’uso delle maiuscole, delle abbreviazioni e delle sigle. Parole straniere o latine devono essere riportate in corsivo.

Citazioni, note, bibliografia

Evitare, in testo, l’abuso di citazioni (di autori, teoria e ricerca) tra virgolette. Le indicazioni di teoria e ricerca devono essere riportate in nota. Le note a piè di pagina possono avere più funzioni:
• rendono l'elaborato più agile, inserendo in esse profili che non sarebbe opportuno trattare nel testo;
• forniscono indicazioni utili a chi volesse approfondire determinati argomenti;
•riconoscono meriti a chi ha dato spunti, indicazioni, materiali utili per la redazione della tesi in determinati punti;
• aiutano a comprendere la serietà della ricerca effettuata.
Nella bibliografia finale devono essere riportati tutti i testi citati nelle note. Ulteriori testi, consultati ma non utilizzati nelle note, possono essere inseriti, in quanto rilevanti. L’elenco dei siti citati deve contenere una breve spiegazione del contenuto delle relative pagine web.
a) Sociologia
La prima citazione in ogni capitolo deve essere completa:
•per le monografie: cognome dell’autore, iniziale del nome, titolo del libro, luogo di pubblicazione, anno di pubblicazione, pagina di riferimento (es. Strati, A., Sociologia dell'organizzazione : paradigmi teorici e metodi di ricerca, Roma, Carocci, 1999, pag.55);
•per gli articoli: cognome dell’autore, iniziale del nome, titolo dell’articolo, sigla della rivista, anno di pubblicazione, pagina di riferimento (es. Angelo Pichierri, Organizzazioni rete, reti di organizzazioni: dal caso anseatico alle organizzazioni contemporanee, in Studi Organizzativi 3/1999, 53 ss.).
Le citazioni successive possono essere in forma abbreviata.
•per le monografie, ad esempio: Strati, A., Sociologia cit., pp.58 ss.;
•per gli articoli, ad esempio: Picchierri, A., Organizzazioni cit., pp.53 ss.).
b) Altri materiali: I materiali devono essere compatibili con una tesi sociologica. Non ci sono criteri predefiniti, ciò che importa è consentire la corretta individuazione del materiale citato. Ad esempio, per pagine Web, oltre a riportare l’indirizzo completo, è utile indicare la data dell’ultima
consultazione del sito, es. Centro di Documentazione europea della Provincia di Napoli.

4. Consegna al docente

La consegna della tesi al docente, redatta al computer, avviene capitolo per capitolo inserendo nome, cognome, numero di matricola e titolo della tesi e numero di pagina. Ogni capitolo deve essere consegnato unitamente all’indice e all’elenco del materiale aggiornati. La spedizione di singole
parti della tesi per posta elettronica al docente è possibile in casi eccezionali e previo accordo preventivo con il docente.
La tesi sarà poi consegnata al docente completa di tutte le sue parti corrette, per il nulla osta definitivo e la successiva consegna in segreteria. Si raccomanda vivamente di considerare tutte le disposizioni che precedono, ed i tempi relativi, nella pianificazione temporale del proprio lavoro.
Per la consegna in segreteria la tesi deve essere corredata da un abstract e da cinque parole chiave che individuano l’argomento trattato.

5. Valutazione della tesi

La valutazione della tesi è di competenza della Commissione di laurea e dipende sia dal lavoro presentato che dalla discussione in seduta di laurea.
La proposta del relatore dipende da una serie di fattori: qualità e originalità dei contenuti, grado di approfondimento, esaustività della ricerca del materiale, completezza della bibliografia, correttezza nell'uso delle note, sistematicità e forma dell'elaborato, impegno nell'elaborazione, accuratezza nel processo di consegna delle singole parti.

6. Per ulteriori informazioni e approfondimenti

Guida della Facoltà 2008/09

fare la tesi
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Vecchio 08-11-09, 13:19   #4 (permalink)
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Exclamation [Tesi di laurea] Come fare la tesi sperimentale

Cari amici,
questo e' un vademecum per chi vuole fare la tesi sperimentale visto che se ne parla molto in questi tempi:

1. La prima cosa da fare e' di fare riferimento al territorio perche' si presuppone che si andra' a rilevare dei dati sul territorio che puo' essere un servizio, una città, una provincia o una regione. Logicamente piu' il territorio e' delimitato piu' raggiungibili risultano essere gli informatori (= coloro che si desidera intervistare). Al contrario piu' il territorio e' ampio piu' il campione (=l'insieme degli informatori) risulta essere dispersivo.

2. Occorre farsi un'idea di quelli che sono i principali problemi sociali del territorio. Possono risultare utili i piani di zona, i piani di salute o i bilanci sociali in distribuzione presso gli assessorati delle politiche sociali o presso le biblioteche specializzate.

3. Una volta scelto il problema su cui si vuole indagare, occorre andare a vedere se si tratta di un problema gia' esplorato oppure no. All'uopo sono utili le ricerche nel settore quali tesi di laurea, articoli accademici, riviste del settore, etc.

4. Sulla base delle conclusioni degli autori del materiale letto, si possono trarre nuove ipotesi di ricerca, per es. se una ricerca ha dimostrato l'utilita' dei gruppi si auto aiuto per gli alcolisti, un'ipotesi potrebbe essere che e' necessario il sostegno di tutta la famiglia affinche' l'auto aiuto abbia effetto

5. Ecco la nostra domanda di ricerca: "quanto conta e/o in che modo si manifesta il sostegno dei parenti durante l'auto mutuo aiuto per alcolisti"?

6. Una volta definita la domanda, possiamo avanzare qualche ipotesi, per es. che "il sostegno dei parenti conta molto nella misura in cui questi partecipano al gruppo ama"

7. Avanziamo un'antitesi, nella logica dialettica, la c.d. "ipotesi nulla" che segue il principio secondo cui un ipotesi non e' vera fino a prova contraria; la nostra ipotesi nulla e' che "gli alcolisti non ricevono nessun beneficio dal sostegno dei parenti"

8. A questo punto prendetevi una pausa. E' troppo complicata la tesi sperimentale? Siete ancora in tempo per farne una compilativa (c.d. bibliografica) che richiede molta meno fatica!

9. Sciegliamo il docente. Trattandosi di un problema di alcologia, potebbe essere un docente di principi e metodi, oppure di organizzazione, oppure di sociologia; l'ideale sarebbe di sciegliere un nome importante, un docente conosciuto in modo da presentarsi gia' con un biglietto da visita alla commissione di laurea. Alcuni studenti insicuri desiderano essere seguiti dai docenti. Il mio consiglio e' di superare questa insicurezza anche perche' i docenti che seguono gli studenti tendono ad essere direttivi a discapito della creativita' individuale. Di converso, un docente che lascia un margine piu' ampio di liberta' agli studenti, sono consigliati in quanto gli permettono di sfruttare al meglio le proprie potenzialita'. Fate presente al docente le vostre aspettative e le vostre ipotesi. Fatevi rilasciare una richiesta al dirigente dell'ASL per la ricerca che intendete fare se si vuole intervistare anche gli operatori del servizio. Nel nostro caso siccome ci riferiamo ai parenti, potrebbe essere superfluo indagare anche sugli operatori.

10. Sciegliamo il campione di informatori. Possono essere gli utenti di uno o piu' servizi, gli operatori o i parenti.

11. Sciegliamo la metodologia. Puo' essere qualitativa (una serie di interviste oppure ci sarebbe il metodo etnografico secondo cui si assiste in prima persona a determinati eventi quali le sedute di ama oppure i colloqui tra utenti o parenti ed operatori, etc) o quantitativa (il questionario oppure l'analisi delle cartelle psico-sociali degli utenti). Per quanto riguarda la scelta delle domande occorre fare riferimento all'ipotesi di ricerca.

12. Somministriamo i questionari o le interviste che saranno sbobinate e inserite in appendice alla tesi.

13. Tiriamo le somme di tutto cio' che abbiamo rilevato e vediamo se i risultati confermano l'ipotesi di ricerca o al contrario permettono di accettare l'ipotesi nulla. Scriviamo tutto nelle conclusioni con l'aggiunta di proposte eventuali in merito al problema in oggetto e il gioco e' fatto.

14. Che ve ne pare? Siete ancora convinti di voler intraprendere questa avventura? La tesi sperimentale e' apprezzata dalle commissioni d'esame e permette di beneficiare di un punteggio piu' alto. D'altro canto lo studente deve valutare bene prima se e'in grado di sostenere i costi in termini di fatica, tempo e risorse economiche.
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Vecchio 08-11-09, 14:47   #5 (permalink)
super
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Grazie! sei stato di grande aiuto!
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Vecchio 08-11-09, 17:46   #6 (permalink)
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Lightbulb [Tesi di laurea] Dacci una sbirciatina

Ciao a tutti,
qui sotto trovate in versione integrale alcune delle tesi di laurea archiviate. Buona lettura
Italo


Adozione e diritto alla conoscenza delle proprie origini – AA 2010/11

La riflessività come filtro per incanalare il sapere pratico – AA 2009/10

Lo studio del capitale sociale nella realtà di Oderzo in Veneto – AA 2009/10

Guardare oltre l'operatività quotidiana. Una riflessione sul lavoro dell'assistente sociale – AA 2009/10

Racconto e costruzione narrativa dell'identità in J. Bruner – AA 2009/10

La prostituzione e la tratta delle donne – AA 2009/10

Uno studio sul bullismo e degli interventi dell'assistente sociale – AA 2009/10

Lumino, Rosaria (2009) Le teorie del cambiamento e i fatti dell'implementazione. Il caso del Reddito di Cittadinanza nel Comune di Napoli. [Tesi di dottorato]

Qualità della vita nel mondo psicotico e stigma sociale – AA 2008/09

Universi a confronto: volontariato e terzo settore – AA 2008/09

Il ruolo dell'assistente sociale tra reti primarie e secondarie – AA 2008/09

La programmazione come strumento essenziale per l'organizzazione dei servizi sociali – AA 2008/09

L'adozione internazionale – AA 2008/09

Nasti, Maria (200 L’assertività in adolescenza: competenza relazionale e identità. [Tesi di dottorato]

Del Pezzo, Camilla (200 Bambini, adolescenti e famiglie di origine straniera inviati ad un T.S.M.R.E.E. (Servizio di Tutela della Salute Mentale e Riabilitazione dell’Età Evolutiva) della A.S.L. di Roma. Un’analisi clinica. [Tesi di dottorato]

Candido, Manuela (200 Interruzione volontaria della gravidanza e istituzioni di cura. Uno studio clinico. [Tesi di dottorato]

Orlando, Eva (200 Posizione o dis/posizione transessuale: una ricerca qualitativa sulle narrazioni di soggetti FtM. [Tesi di dottorato]

Valenti, Paola (200 L’esperienza del volontariato e dell’associazionismo nella terza età: il caso di Napoli. [Tesi di dottorato]

Gagliardi, Adele Stefania (200 Salute e cura degli immigrati irregolari: un'indagine sul campo nell'area napoletana. [Tesi di dottorato]

Musella, Pasquale (200 Vite ai margini. Traiettorie biografiche di persone "homeless" e modelli di intervento a Napoli e a Londra. [Tesi di dottorato]

L'evoluzione dei sistemi normativi sanitari: utilizzo di strumenti informativi integrati per la valutazione delle cure - AA 07/08 - Relatore: Ettore Novellino

Salute e cura degli immigrati irregolari: un'indagine sul campo nell'area napoletana - AA 07/08 - Relatore: Enrico Rebbeggiani

Ricostruire solidarietà: l'agire comunicativo nelle botteghe del commercio equo e solidale - AA 07/08 - Relatore: Mirella Giannini

L’inclusione esclusiva: storia, teoria e pratica della cittadinanza sociale - AA 07/08 - Relatore: Oreste Ventrone

La cecità, l'inserimento nel contesto scolastico – Relatore AAVV – AA 2007/08

Pepe, Emanuele Attilio (2007) La povertà familiare di quartiere nel Mezzogiorno: un confronto tra città. [Tesi di dottorato]

Sica, Luigia Simona (2006) Adolescenti tra esplorazione e trasgressione: la formazione dell’identità in contesti normativi e non normativi. [Tesi di dottorato]

Periferie: una proposta integrata per la riqualificazione delle periferie e la riduzione del disagio abitativo - AA 06/07 - Relatore: Fusco Girard

Le trasformazioni del welfare italiano nell’area penale: il caso dell’affidamento in prova al servizio sociale - AA 06/07 - Relatore: Giacomo Di Gennaro

L'inserimento minorile nelle Case Famiglia - AA 06/07 - Relatore: Antonio Borriello

Disagio e tossicodipendenza - AA 06/07 - Relatore: Adele Barone

Storia del diritto di famiglia - AA 06/07 - Relatore: Dario Janes Carratù

Diventare anziani tra stereotipi e pregiudizi sull'invecchiamento. - AA 05/06

Il servizio sociale minorile nel Regno di Napoli - AA 05/06 - Relatore: Paolo Varvaro

Etnografia di un centro di accoglienza per donne senza fissa dimora – Relatore: Luigi Lombardi – AA 2003/04

Giovani intrappolati nella rete: le nuove dipendenze virtuali – Relatore: Mario Morcellini – AA 2001/02
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Ultima modifica di italo_da_b : 16-07-11 a 14:56 Motivo: [Anonimo] 'A gatta d'a ze Maria fotte e chiagne
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Vecchio 26-11-09, 21:04   #7 (permalink)
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grazie italo!!!
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Vecchio 18-03-10, 15:08   #8 (permalink)
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Exclamation Come evitare di farsi sfruttare dal relatore

Testo rivisitato da Umberto Eco, Come si fa una tesi di laurea, Bompiani, Milano, 1977, pagg. 54-56

Talora lo studente sceglie un argomento in base ai propri interessi, talora invece riceve il suggerimento dal professore a cui chiede la tesi. Nel suggerire gli argomenti i professori possono seguire due diversi criteri: indicare un argomento che essi conoscono benissimo e su cui potranno facilmente seguire l’allievo o indicare un argomento che essi ignorano e su cui vorrebbero saperne di più; sia chiaro che, contrariamente alla prima apparenza, questo secondo criterio è il più onesto e generoso. Il docente ritiene che, seguendo quella tesi, sarà portato ad ampliare i propri orizzonti perché, se vorrà ben giudicare il candidato e aiutarlo durante il lavoro, dovrà occuparsi di qualche novità. Di solito, quando il docente sceglie questa seconda via, è perché si fida del candidato e, di solito, gli dice esplicitamente che l’argomento è nuovo anche per lui e che gli interessa approfondirlo. Ci sono, anzi, docenti che si rifiutano di concedere una tesi su campi già troppo battuti, anche se la situazione attuale dell’università di massa contribuisce ormai a contenere il rigore di molti e a inclinarli a una maggiore comprensione. Ci sono però dei casi specifici in cui il docente sta facendo una ricerca di ampio respiro per cui ha bisogno di moltissimi dati e decide di usare i laureandi come gregari di un lavoro di equipe, cioè, orienta, per un dato numero di anni, la tesi in una direzione specifica. Se una sociologa è interessata alla situazione di un consultorio in una dato periodo, assegnerà delle tesi concernenti il settore materno-infantile, nell’intento di stabilire un quadro complessivo della situazione. Ora questo criterio è non solo legittimo ma anche scientificamente utile: il lavoro di tesi contribuisce a una ricerca di più ampia portata nell’interesse collettivo. È utile anche didatticamente perché il candidato potrà avvalersi di consigli da parte di un esperto sulla questione e potrà usare come materiale di sfondo e di comparazione le tesi già elaborate da altri studenti su argomenti correlati e simili, se poi il candidato farà un buon lavoro può sperare in una pubblicazione almeno parziale dei suoi risultati magari nell’ambito di un’opera collettiva. Ci sono però alcuni inconvenienti possibili:

1. il docente è assorto dal proprio argomento, fa "violenza" al candidato il quale invece non ha alcun interesse in quella direzione. Lo studente diventa così un "postino" che raccoglie stancamente materiale che poi altri useranno nelle epitomi, cioè riassunti. Siccome la sua sarà stata una tesi modesta accadrà che poi il docente, nell’elaborare la ricerca definitiva, ne usi magari qualche parte pescando nel materiale raccolto, ma non citi affatto lo studente anche perché non gli si può attribuire nessuna idea precisa.

2. il docente è disonesto, fa lavorare gli studenti, li laurea e quindi usa spregiudicatamente il loro lavoro come se fosse il suo. Talora si tratta di disonestà quasi in buona fede: il docente ha seguito la tesi con passione, ha suggerito molte idee e dopo un certo tempo non distingue più le nozioni che aveva suggerito lui da quelle apportate dallo studente, così come dopo un’appassionata discussione su un certo argomento non siamo più in grado di ricordare quali erano i concetti chiave con cui avevamo iniziato e quali sono quelli che abbiamo acquisito per stimolo altrui.

Come si evitano questi inconvenienti? Lo studente, nell’avvicinare un certo docente:

  • avrà già sentito parlare di lui nell’ambiente accademico (riviste, organi di facoltà, convegni);
  • avrà contattato dei laureti precedenti (preso in visione delle lauree correlate da lui) e si sarà fatto un’idea circa la sua correttezza;
  • avrà letto i suoi libri e avrà visto se cita frequentemente i propri collaboratori.

Per il resto giocano fattori imponderabili di stima e di fiducia, anche perché non bisogna cadere nell’atteggiamento nevrotico di segno opposto e ritenersi plagiati ogni qual volta qualcuno tratterà di argomenti affini a quelli della propria tesi. Se avrete fatto una tesi sui rapporti tra tossicodipendenza e alcolismo vi sarete accorti seguendo la letteratura critica quanti altri hanno già parlato di quel argomento e come vi siano tante idee comuni a tutti gli studiosi. E quindi non vi giudicherete dai geni defraudati se qualche tempo dopo il docente, un suo assistente o un vostro collega si occuperanno dello stesso tema.
Per furto di lavoro scientifico ovvero violazione del diritto di autore si intende piuttosto:

  • l’utilizzazione di dati sperimentali che non potevano essere raccolti se non facendo quel dato esperimento;
  • l’appropriazione della trascrizione di manoscritti rari che non erano mai stati riportati prima del vostro lavoro;
  • l’utilizzazione di dati stratistici che nessuno aveva raccolto prima di voi e solo a patto che la fonte non sia citata (perché una volta che la tesi è resa pubblica ciascuno ha diritto di citarla);
  • l’uso di traduzioni, vostre, di tesi che non erano mai state tradotte prima o erano state tradotte in modo diverso.


In ogni caso senza elaborare sindromi paranoiche considerate che, nell’accettare un argomento di tesi, vi inserite in un progetto collettivo o individuale da valutare, se ne vale la pena.



.

Ultima modifica di italo_da_b : 16-07-11 a 14:49 Motivo: [Anonimo] 'A collera è petrosa, va ncuorpo e fa e ppertose
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Wink [Tesi di laurea] Bibliografia e approfondimenti

Cari internauti e burnauti,

proponiamo 10 suggerimenti, facili facili, per chi desiderasse approfondire le tecniche di ricerca:

1. Consultate il Catalogo Bibliografico Sirelab oppure OPAC per verificare se è possibile reperire documenti pertinenti (principalmente monografie) in una delle biblioteche della provincia. Se il documento è presente nel Catalogo Bibliografico, è sufficiente richiederlo direttamente laddove è conservato oppure farlo pervenire in una delle biblioteche convenzionate secondo le norme e le modalità del Prestito interbibliotecario nazionale.

3. Consultate i cataloghi online italiani e stranieri per reperire i documenti esistenti sull'argomento: per l'Italia principalmente AIB o SBN, per l'estero il Karlsruher Virtueller Katalog ; verificate comunque sempre l’offerta di traduzioni di eventuale materiale in lingua straniera. Alcuni fondi come quelli dell'Ordine Regionale degli Assistenti Sociali oppure quella della P.A. sono "fuori catalogo" ma consentono comunque la consultazione a persone referenziate tramite una lettera dal professore o un atto che certifichi lo status di laureando.

4. Per reperire articoli di periodici, consultate le banche dati on line; docenti, ricercatori, studenti e personale tecnico e amministrativo dell'Università Federico II di Napoli possono effettuare la ricerca da qualunque postazione Internet, mentre per gli altri utenti l'accesso è possibile configurando il serverproxy . Non sempre l'articolo è presente integralmente on line ma bisognerà farne richiesta per la consultazione su fonte cartacea.

5. Per chi avesse difficoltà con la lingua straniera è possibile effettuare ricerche di carattere sociologico, economico e giuridico per autore o titolo del singolo articolo tra più di 50 periodici italiani tramite l'Archivio Essper, il Redattore Sociale, S0S, AS.org o il Res.
Attenzione: nei cataloghi e nelle banche dati, solitamente il campo soggetto prevede un linguaggio controllato, nel senso che alcuni termini vengono preferiti ad altri. Pertanto, se il risultato della ricerca non è soddisfacente, provate a sostituire la parola cercata con un sinonimo; non esitate a scriverci se sorgono problemi per conoscere quale termine e in quale forma è riconosciuto dal sistema.

6. Vi sono una serie di biblioteche multidisciplinari sia pubbliche che private a Napoli e in Provincia che vale la pena di visitare quali il CSV, il Formez, l'IPE, la Fondazione Zoli, Raffaele Delcogliano, Iperteca provinciale, l'Emeroteca Tucci, le sezioni dipartimentali, l'Osservatorio minorile e l'Osservatorio Criminale. Tutte le biblioteche offrono la possibilità di consultare e prendere in prestito testi e periodici tramite apposita registrazione.

7. Alcuni motori di ricerca sono stati appositamente studiati quali GOOGLE SCHOLAR , GOOGLE DOC, GOOGLE LIBRI e WIKIPEDIA. Se un sito è temporaneamente inaccessibile o in costruzione provate a utilizzare la pagina della "ricerca avanzata", quindi inserite nel campo "dominio" il nome del sito dal quale volete ottenere le informazioni per es. http //segnalo.it/ e poi inserite una parola chiave per es. antropologia. Il medesimo procedimento si può ottenere digitando direttamente: antropologia site:http //segnalo.it/ quindi cliccate su "copiacache" in base ai risultati trovati.

8. Poiché il nostro corso di laurea non ha una biblioteca propria, essendo una sezione di lettere, non è possibile depositare il materiale cartaceo degli studenti. Tuttavia si consiglia vivamente di frequentare le biblioteche delle facoltà di sociologia, lettere, medicina e giurisprudenza (suddivisa, però, in otto dipartimenti dislocati in varie zone della città) essendo il servizio sociale multidisciplinare. Alcune università offrono la possibilità a tutti di consultare alcune tesi on line per es. la Biblioteca Nazionale di Firenze e la Federico II di Napoli.

9. Non dimenticare la cd. “letteratura grigia”: rapporti, reprints, documenti ufficiali, verbali, relazioni di comitati, di commissioni e di gruppi di studio e di lavoro, rapporti di ricerche di mercato, comunicazioni a congressi, seminari, tavole rotonde, conferenze, saggi in attesa di accettazione da parte di periodici accademici e i dati statistici; per avere notizie sui seminari e i convegni di una data materia, provate a visitare le pagine personali, il CV o i blog dei docenti oppure interessanti materiali audio-visivi in italiano e inglese.

10. Per ricercare un articolo inserito in un periodico, è necessario conoscerne il titolo, l'annata e il numero in cui tale articolo si trova. Attenzione, dunque, ad effettuare la ricerca dal titolo dell'articolo, non dal titolo del periodico.
Per le riviste presenti nelle biblioteche dell'Università, oltre al Catalogo Bibliografico, si può consultare il Catalogo Italiano dei periodici o altri repertori, cartacei od elettronici, che contengano spogli di periodici.



Detto ciò non resta che augurarvi buona ricerca a tutti!

__________________
Studenti pigri? No, grazie!

Ultima modifica di italo_da_b : 13-07-11 a 11:14 Motivo: [Anonimo] T'haggia 'mparà e t'haggia sperdere
italo_da_b non è in linea  
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