Circa due settimane fa i
ministeri della Difesa e delle Comunicazioni hanno raggiunto
laccordo per la distribuzione delle prime licenze del WiMax.
Anche lItalia, quindi, sta per intraprendere la strada che
già altre nazioni europee, come Inghilterra, Francia e
Spagna, stanno percorrendo. Al di là delle solite noiose
considerazioni in merito a quanto il nostro Paese sia
allavanguardia o arretrato in fatto di IT e affini, quel che
va discusso un po più da vicino è
proprio la portata del cambiamento che viaggia sulle onde del WiMax.
La sigla è
lacronimo di Worldwide Interoperability for Microwave Access
e contraddistingue il nuovo standard per la distribuzione di Internet a
banda larga in modalità wireless. Banda larga senza fili
quindi, navigando con una velocità addirittura superiore a
quella della vostra connessione ADSL, ma senza ADSL.
Internet wireless non
è certo una novità: con pochi Euro è
possibile creare la propria LAN anche a casa. Sono,
invece, le specificità del WiMax che lo rendono estremamente
innovativo e fanno presagire interessanti sviluppi. Le attuali
connessioni Internet senza fili sfruttano il WiFi che ha una copertura
del territorio e una larghezza di banda limitate. Diversamente, il
WiMax consente con una sola antenna, di coprire unarea che
può arrivare fino a 50 chilometri quadrati, garantendo
unampiezza di banda che arriva sino a 74Megabits al secondo.
I valori del WiMax sono schiaccianti e identificano questo nuovo
standard come la killer application che, se adeguatamente supportata a
livello legislativo e da opportuni investimenti tecnologici,
può consentire davvero allItalia di fare il salto
di qualità.
Le onde arriveranno
quindi la dove non osano le fibre ottiche, colmando il famigerato
digital divide che affligge ancora buona parte del Paese.
Limportanza di una tecnologia così innovativa
è ancora più determinante per una nazione
morfologicamente complessa come la nostra, in cui montagne e colline
appagano la vista di turisti e non, ma fanno arrabbiare chi vorrebbe
una connessione decente senza più affidarsi al buon vecchio
doppino telefonico.
Il WiMax, in
realtà, esiste già da tempo e se fino ad ora non
sono stati commercializzati servizi adeguati per il grande pubblico
affamato di Internet lo si deve a resistenze e interessi
particolari di vario tipo. In primis, lo standard tecnologico
è stato a lungo appannaggio dei soli servizi militari, con
tutto il discorso della segretezza e della sicurezza che questo
comporta. Daltro canto, vi sono invece gli operatori
telefonici che pochi anni fa hanno pagato miliardi per le licenze UMTS
e che ora temono le onde del WiMax come fosse uno Tsunami: che succede
se il nuovo standard diventa uno strumento concorrente oltre che per
Internet anche per il mercato della telefonia mobile? Che succede se il
WiMax si rivela facilmente compatibile con la piattaforma UMTS?
Salvo complicazioni, lo
slancio per ladozione della nuova tecnologia wireless sembra
essere deciso e preciso: entro giugno 2007 verranno rese
disponibili le prime licenze e nel quinquennio seguente
lobiettivo è di triplicare
lassegnazione delle stesse. Al di là del
miglioramento del servizio per lutente finale, il WiMax
porta con se aspetti interessanti anche per gli addetti ai lavori.
Maggior copertura del territorio significa, infatti, minori spese per
la costruzione e la manutenzione di antenne radio, senza contare che se
il nuovo standard dovesse ottenere il successo sperato
manderà presto in pensione tutti i ripetitori Wi-Fi e affini.
Nel mercato italiano, le prime aziende ad aver dimostrato interesse per
il WiMx sono state la tedesca Siemens e lisraeliana Alvarion
che già da anni lavorano alla nuova tecnologia.
Il sogno di essere
connessi sempre e comunque, con una connessione veloce, se
non velocissima, sta forse per diventare realtà. Scopriremo
nei prossimi mesi se gli aspetti normativi, le problematiche
tecnologiche e le logiche commerciali sapranno confezionare offerte
interessanti e appetibili per tutti.