Il tam tam era in atto già da qualche mese: finalmente il 12, 13 e 14 di settembre la Blogfest - tre giorni di barcamp, eventi, incontri formali e informali - si è srotolata sprezzante del maltempo e del pericolo socializzazione forzata.
In questa sede, non ci metteremo certo a spiegare cosa significa aprire, aggiornare un blog nè cosa si intende quando si parla di parte abitata della rete anche se, un aneddoto divertente lo si può volentieri riportare. La loquace proprietaria di un ristorante, all'atto di porgere un meraviglioso piatto di canederli, ha maledetto il tempo, dispiacendosi "Per quei ragazzi lì, quelli del blog - si dice così vero? Le manifestazioni così mica son da fare al chiuso. All'aperto van fatte, in mezzo alla gente che così si capisce meglio cosa sono quei mostri lì, quei così lì che noi siam finiti su duespaghipuntoit e anche se son vecchia mi piace, mi piace questa roba".
Riallacciandoci a quanto verbalizzato dalla pratica e saggia donna trentina qui abbiam incontrato uomini e donne che sembran querce ben piantate nella terra, capaci di risolvere problemi e imprevisti - mandiamo un pensiero speciale a coloro che all'ultimo momento hanno dovuto spostare o gestire talk, interventi e organizzare presentazioni. Scappando velocissimi dai gazebo e riparando al Centro Congressi, perché assaliti da improvvise folate di vento tagliente e gocce di pioggia grosse come gavettoni che s'infilavano decise nelle prese elettriche.
Quel che ci è piaciuto è stata la sensazione inebriante di flusso di coscienza e creatività più o meno organizzato (ma non per questo meno attraente) di ogni specifico evento: dal FoodCamp, al LitCamp, al FashionCamp, al MartCamp per passare al Barcamp generalista autogestito ed approdare all'AdvCamp; dal concerto dei Perturbazione al DJ Set scatenato; dalla sessione di streaming tenuta dal gruppo di Radionation (chiariamolo subito io c'ero e li cito con tutti gli onori del caso) capace di fare quasi cinque ore di diretta per consentire ai non presenti di partecipare virtualmente alla manifestazione e di commentare via chat, i MacchianeraBlogAwards (qui tutti i vincitori).
Quel che non ci è piaciuto è stata la verticalizzazione di alcune iniziative. Se predichiam bene raccontando che internet è democrazia, conversazione o comunicazione orizzontale e medesima padronanza di mezzi, per quale motivo (al di là degli accrediti stampa che forse hanno ancora un ruolo istituzionale tra virgolette anche se spesso non sanno cogliere la vivacità della rete e tenuto conto dell'ancora (r)esistente gap carta stampata/internet) sono state riservate alcune specifiche iniziative solo ad alcuni? Perché esistevano badge di colore diverso per i blogger come a un qualsiasi dinosauro Festival di Venezia? Perché replicare anche in questo contesto un atteggiamento che così aspramente viene deriso o irriso o condannato se si verifica in altri ambiti?
Dato il fornito carnet di interventi e dibattiti, sappiamo di aver dimenticato qualcosa o qualcuno, ma non voletecene. Il nostro è stato uno sguardo emotivo, sanamente di parte. E divertito.