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GirlGeekDinners
La sorellanza del futuro?
Milano

Partendo dall’assunto che un gruppo di donne non è necessariamente qualcosa di chiuso, ostile, respingente o peggio ancora settario, proviamo a raccontare il fenomeno delle GirlGeekDinners che da vivace luogo di confronto informale, sta sperimentando strade più ardite quali l’informazione specifica come nell’ultimo appuntamento del 24 ottobre a Milano, dedicato all’open source.

Era il 2007 quando Amanda Lorenzani organizzava a Milano, la prima cena per ragazze geek sulla scorta dell’inventrice di questi eventi, Sarah Blow. Essere “geek” significa avere grande interesse o attitudini per la tecnologia, il mondo della rete e dei pc. E non “ragazze geco” (!) come riportato in un articolo apparso su IoDonna. A un tavolo, sedevano: Susan Quercioli, Sara Materini, Luigina Foggetti, Bruna Gardella e Sara Rosso. Ognuna con la propria specifica competenza tecnica all’interno del mondo informatico e la propria personalità individuale. Tra una chiacchiera e l’altra, è scattata l’empatia. Prima di arrivare all’evento interamente made in italy del febbraio 2008, è stata la volta della mailing list WebWomanItaly e del FemCamp, luoghi di aggregazione spontanea dentro e al di fuori della rete che hanno consolidato il desiderio di creare qualcosa di simile anche in Italia.

Cosa succede a queste cene? Oltre il basilare momento di incontro puramente “social”, accade che più competenze, conoscenze e realtà personali si mettano a confronto. Scopri che la tua occasionale vicina di tavolo si occupa del tuo stesso settore lavorativo o che matura il tuo medesimo interesse. Accade che in un ambito condiviso, si generino nuove opportunità lavorative o che persone che “parlano la stessa lingua” possano conoscersi. Come il caso di Leonora Giovanazzi, architetto dell’informazione, che ha acquisito nuove opportunità di lavoro o la stessa Sara Rosso, fresca di nuovo ingaggio professionale. Justine Bellavita, giornalista, dichiara che è anche un momento per imparare cose nuove - come nel caso dell’esauriente speech sull’open source tenuto dall’esperta Chiara Francalanci - e un modo concreto per informarsi sulle cose che succedono nel mondo della rete e perché no, mettere le basi per progetti futuri.

Uscire dal guscio, senza pregiudizi e con divertimento. Delle GGD ne hanno parlato in molti: i media tradizionali si sono incuriositi (basta dare un occhio alla rassegna stampa sul sito ufficiale) per rendersi conto dell’attenzione che ruota attorno a questi eventi che, spogliati del loro aspetto più luccicante e lieve, hanno un reale contenuto di possibilità di riscontro reciproco e arricchimento, tutto da esplorare.

Daniela Losini
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