Alla scoperta delle nuove innovazioni che stanno caratterizzando molti atenei italiani. Come sono lontani i tempi dello statino pre-esame, delle interminabili attese davanti alla commissione per sapere quando affrontarlo. Comera a dir poco fastidioso dover attendere mesi e mesi per vedere aggiornata la propria carriera universitaria: il tanto famoso verbalone riportava sempre qualche materia in meno, che in realtà era già stato un ostacolo superato. Fortunatamente, da qualche anno a questa parte, allinterno delle università italiane, si è deciso di ricorrere in maniera più profonda allausilio indispensabile dellinformatica e della tecnologia.
Il tutto grazie alla possibilità delle verbalizzazioni con firma digitale, un sistema di autenticazione on-line dei documenti che a sua volta si basa sullutilizzo della firma digitale (alla quale il Dpr 513/97 riconosce valore legale). Alla base della firma digitale c'è la crittografia a chiavi pubbliche o asimmetrica. Ogni utente utilizza una coppia di chiavi diverse per le operazioni di cifratura e decifratura: una, privata, custodita all'interno di una smart card, è utilizzata dal titolare per generare la firma e l'altra, pubblica, è utilizzata da chiunque voglia verificare la validità della firma. La firma digitale è una informazione che viene aggiunta ad un documento informatico al fine di garantirne integrità e provenienza ed è intrinsecamente legata al testo a cui è apposta.
Il meccanismo di firma è il seguente: il testo da firmare viene "compresso" in una sorta di "riassunto", chiamato "impronta" digitale, mediante la cd.funzione di ''hash''. L'impronta viene poi cifrata con la chiave privata dell'utente (la smart card). Il documento firmato sarà così costituito da una "busta" elettronica che contiene l'impronta cifrata (firma digitale), il testo originario e il "certificato" (documento che attesta la titolarità della chiave pubblica) del firmatario. La firma digitale garantisce l'autenticità dell'identità del sottoscrittore, la sicurezza che il documento informatico non può essere modificato dopo la sua sottoscrizione e limpossibilità che il documento firmato digitalmente possa essere disconosciuto dal sottoscrittore. Applicata allambito universitario, la firma digitale consente la verbalizzazione on-line della materia appena sostenuta. Utilizzata invece dagli studenti, diventa uno strumento di richieste di autenticazione di richieste di iscrizione o immatricolazione, o di altra documentazione, come la certificazione dei redditi.
E oramai una realtà nelle università italiane, da Bologna a Udine, da Torino a Pavia, passando per Milano-Bicocca e Catania. Particolare anche la novità introdotta allUniversità di Ferrara, dove, grazie ad un accordo con Google, ogni studente ha a sua disposizione una sorta di scrivania, dalla quale inviare e-mail per elaborare fogli di calcolo e presentazioni. Lo stesso avviene per gli studenti dellUniversità Cattolica, cliccando sulla pagina personale I-CATT: oltre ad informarsi su lezioni o appelli desame, è possibile rivolgere domande al servizio delluniversità interessato, ricevendone risposte semplici e veloci. Sempre parlando della Cattolica di Milano, esiste anche un servizio “Ask the librarian”, che guida lo studente nelle ricerche attraverso il patrimonio bibliotecario dellateneo (11.450 riviste on-line). Allavanguardia anche Catania, dove per gli studenti in possesso del ''token'' è possibile effettuare delle immatricolazioni per gli anni successivi.
Innumerevoli i vantaggi che derivano da queste novità: è possibile per gli studenti ottenere una verbalizzazione dellesame istantanea e di presentare certificati a distanza. E inoltre possibile iscriversi a materie vincolate al superamento di un esame precedente senza doverne attendere la verbalizzazione cartacea, oppure di poter stampare in qualunque momento una certificazione sicuramente aggiornata dello stato dei propri studi universitari.
Davanti a tanta innovazione, come hanno reagito i docenti, il corpo amministrativo e gli studenti? Per fare un quadro della situazione, abbiamo chiesto al Sig. Massimo Toscano, impiegato presso la segreteria di Presidenza della Facoltà di Scienze Politiche di Catania: “Cinque anni fa è cominciata la sperimentazione per un solo corso di laurea. Da due anni a questa parte, invece, tutti i corsi di laurea della nostra facoltà hanno la verbalizzazione on-line degli esami. Attraverso questo sistema si ha indubbiamente una migliore gestione degli esami a monte: lo studente ha il calendario degli esami, si prenota on-line, con la modularizzazione degli esami può dare tranquillamente tutte le materie modulo per modulo, col vantaggio che tolto quel modulo non gli sarà chiesto più nulla al riguardo. Ma i vantaggi, nonostante sia storicamente una categoria refrattaria alle innovazioni, ci sono stati anche per il corpo docenti. Il professore sa benissimo prima dellesame quanti alunni si sono prenotati, può anticipatamente predisporre il calendario degli esami. Ma il più grande vantaggio è sicuramente la verbalizzazione on-line: il docente ha davanti la carriera dello studente, ultimato lesame inserisce la carta con la firma digitale, e lesame viene direttamente registrato nella carriera universitaria. Niente più verbalini che si perdono, ricerca della copia carbone”. Altra novità a breve sarà quella delle lezioni scaricabili: “Abbiamo già pronte le aule nel nuovo polo didattico di Via Gravina. Siamo attrezzati per video-conferenze, dirette bi-direzionali. Il servizio sarà attivo a partire da Settembre, con le prime videoconferenze”.
Abbiamo raccolto anche qualche parere degli studenti: “Il vantaggio è quello di non dover attendere i tempi tecnici della segreteria per avere la materia registrata sul proprio profilo studenti. Gli svantaggi derivano dal fatto che a volte guai tecnici possono addirittura impedirti di fare l'esame (per poter verbalizzare gli esami è necessaria la prenotazione online da effettuare almeno 1 g prima dell'esame e se non "risulta" non si può fare l'esame perchè è impossibile verbalizzarlo). I professori? Dopo un primo momento di confusione e polemica (il solito imbarazzante ripudio per la tecnologia) si sono resi conto che è più vantaggioso e hanno anche imparato”.
Cè però chi, seppur giovane, ha un pizzico di nostalgia per il passato: “E vero che è sicuramente più vantaggioso avere la registrazione quasi istantanea della materia, ma in questo modo il libretto universitario ha perso il valore, non solo “reale”, ma anche affettivo che ha avuto per tantissimi anni. Per me che son passato dal vecchio al nuovo ordinamento universitario, è stato un “piccolo” dramma personale vedere perdere di importanza a quello che era per noi il massimo strumento di soddisfazione ultimato lesame”. Così come lamore, la tecnologia dà, la tecnologia toglie