Inizia finalmente a muoversi qualcosa sul fronte rientro dei cervelli! Il 22 marzo scorso, il Ministro Mussi ha inviato una lettera al Consiglio Universitario Nazionale(CUN) per fare definitiva chiarezza sulla interpretazione della legge rientro dei cervelli; un atto, ha fatto sapere il Ministero, finalizzato a consentire ed agevolare la stabilizzazione dei docenti rientrati.
Nella lettera, il Ministro Mussi invita ad una riconsiderazione delle problematiche poste dalla applicazione dellarticolo 1, comma 9, della legge 4 novembre 2005 n. 230.
Si affronta dunque il nodo della questione, ossia linterpretazione dellarticolo che stabilisce chi possa usufruire delle chiamate dirette, per un posto da professore associato o ordinario, da parte delle università italiane.
Essendo una forma di reclutamento del tutto speciale, poiche diversa da quella dei normali iter concorsuali, la chiamata diretta deve essere autorizzata dal Ministero delluniversità e della ricerca (il quale concede o rifiuta il nulla osta alla nomina), su proposta delle Università e previo parere del Consiglio universitario nazionale. Il CUN e dunque lorgano chiamato a rilasciare, o a respingere, la autorizzazione alla chiamata diretta.
Finora, tra i 466 docenti rientrati grazie al programma rientro dei cervelli, quasi tutti quelli che hanno ricevuto la chiamata diretta dalla universita italiana, se la sono vista bocciare dal CUN. Il motivo principale sta proprio nella interpretazione che il CUN ha dato dellarticolo 1 comma 9 della legge 2005/230.
Larticolo stabilisce che le università nellambito delle relative disponibilità di bilancio, previa attestazione della sussistenza di adeguate risorse nei rispettivi bilanci, possono accedere alla copertura di una percentuale non superiore al 10 per cento dei posti di professore ordinario e associato mediante chiamata diretta di studiosi stranieri, o italiani impegnati allestero, che abbiano conseguito allestero una idoneità accademica di pari livello ovvero che, sulla base dei medesimi requisiti, abbiano già svolto per chiamata diretta autorizzata dal Ministero dellistruzione, delluniversità e della ricerca un periodo di docenza nelle università italiane, e possono altresì procedere alla copertura dei posti di professore ordinario mediante chiamata diretta di studiosi di chiara fama, cui è attribuito il livello più alto spettante ai professori ordinari.
Dunque, come ribadito nella lettera del Ministro Mussi, larticolo prevede che possano beneficiare della chiamata diretta da parte di una universita italiana, tre tipologie di studiosi: 1) studiosi stranieri, o italiani impegnati allestero, che abbiano conseguito allestero una idoneità accademica di pari livello (per posti di professore ordinario o associato); 2) soggetti che sulla base dei medesimi requisiti, hanno già svolto un periodo di docenza nelle università italiane, in base a chiamata diretta autorizzata dal Ministero (es il programma rientro dei cervelli); 3) studiosi di chiara fama, esclusivamente per il posto di professore ordinario.
Fermo restando che e chiara la definizione della prima e terza tipologia di studiosi, per la seconda tipologia, in cui rientrano i ricercatori tornati in Italia tramite il programma rientro dei cervelli, la locuzione sulla base dei medesimi requisiti ha lasciato spazio a diverse interpretazioni.
Il CUN, il 26 Luglio 2006, ha dato la propria interpretazione, alla quale poi si e attenuto nella successiva valutazione delle domande. Ha ritenuto che possano presentare domanda di chiamata diretta sia studiosi stranieri o italiani impegnati allestero, che abbiano conseguito una idoneità accademica corrispondente a quella di ordinario o associato, sia coloro che, sulla base dei medesimi requisiti sopramenzionati (cioè, lavere conseguito allestero una idoneità accademica corrispondente a quella di ordinario o associato), abbiano già svolto per chiamata diretta autorizzata dal Ministero un periodo di docenza nelle Università italiane. In pratica, sia per gli studiosi della prima che della seconda tipologia, il CUN, al fine di appovare la chiamata diretta, ha posto come condizione necessaria quella di avere già ricoperto il ruolo di professore associato, o ordinario, nella istituzione estera di provenienza. Una interpretazione che ha sollevato molti dubbi e che e stata anche oggetto di una interrogazione parlamentare.
Il ministro Mussi, nella lettera, ha invitato il CUN a rivedere questa interpretazione che sbarra la strada allimmissione definitiva nelluniversità italiana dei ricercatori rientrati. Infatti, il Ministero ritiene che non sia corretto ridurre a categoria unica , come ha fatto il CUN, due tipologie di studiosi (gli studiosi stranieri, o italiani, impegnati allestero e gli studiosi che abbiano già svolto per chiamata diretta autorizzata dal Ministero - ossia a seguito di rientro tramite il programma rientro dei cervelli - un periodo di docenza nelle Università italiane) che per la legge sono due categorie distinte.
La legge non prevede, fa sapere il Ministro, che chi sia tornato in Italia, grazie al programma rientro dei cervelli, per godere della chiamata diretta dalle università italiane a un posto di professore associato, debba per forza aver ricoperto una posizione da professore associato nella Università estera di provenienza.
Il Ministro ritiene che chi ha ottenuto un contratto di docenza sulla base del programma rientro dei cervelli, avendo ormai svolto per piu anni effettivi attività di docenza in Italia, soddisfi già quei medesimi requisiti di cui parla la legge, per poter usufruire di una chiamata diretta a professore associato. Stabilito ciò, il CUN è stato invitato a rivedere il proprio parere sulle domande fin ad oggi respinte.
Il Ministro ha comunque precisato che se è vero che lart. 1, comma 9, della legge n. 230/2005 non può essere letto nel senso di assimilare i soggetti autorizzati in relazione al progetto di rientro cervelli, agli studiosi stranieri o italiani impegnati allestero, è altrettanto vero che avere effettivamente svolto un periodo di docenza nelle università italiane, non costituisce di per sé titolo per ottenere linquadramento nei ruoli docenti delluniversità. Sono necessarie infatti scrupolose valutazioni da parte della Università richiedente, del CUN e dello stesso Ministero, che tengano conto dei curricula e del merito di ciascun candidato.
Daltronde, come abbiamo visto nelle interviste condotte ai ricercatori rientrati, nessuno pretende di essere immesso solo perche e tornato in Italia. Si chiede solo di essere valutati in base ai propri curricula e meriti accademici, e non in base ad interpretazioni di comodo di una legge che, ad onor del vero, resta piuttosto controversa.