Proseguiamo la nostra serie di interviste ai cervelli rientrati con il dottor Carlo Oleari, ricercatore presso il Dipartimento di Fisica dellUniversita Milano-Bicocca. Subito dopo il Dottorato in Fisica, conseguito presso l'Universita' degli Studi di Milano, si e trasferito in Inghilterra, per svolgere attivita' di ricerca presso il Dipartimento di Fisica della University of Durham. Ha poi lavorato al Dipartimento di Fisica della University of Wisconsin, Madison, negli Stati Uniti, e di seguito e' risultato vincitore di una prestigiosa borsa, la PPARC Advanced Fellowship, che gli ha permesso di ritornare in Inghilterra. Nel 2003 ha interrotto il contratto con PPARC, per rientrare in Italia, con una posizione ottenuta proprio grazie al programma "Rientro dei Cervelli". All'inizio del 2006, poi, il dottor Oleari e' risultato vincitore del concorso per Ricercatore Universitario presso il Dipartimento di Fisica dell'Universita' di Milano-Bicocca, dove a tutt'oggi svolge il proprio lavoro.
Sembrerebbe, dunque, un rientro a lieto fine. Ma non e cosi! La vicenda del dottor Oleari, infatti, mette a nudo, piu di ogni altra, le molte contraddizioni presenti nel sistema universitario italiano.
Salve dottor Oleari, Lei, come molti suoi colleghi, ha deciso di lasciare lItalia subito dopo il dottorato. Come mai questa decisione?
La decisione di andare all'estero non e' assolutamente da vedersi come un'imposizione dall'esterno. E' invece parte fondamentale della carriera di un fisico, poiche' gli offre la possibilita' di interagire con altri gruppi di ricerca e di poter lavorare su nuovi filoni di ricerca. Quindi, l'andare all'estero e' una cosa assolutamente utile per la carriera di un ricercatore. Ben diverso e' invece il punto di non riuscire a ritornare in Italia!
Lei comunque ce lha fatta! E infatti uno dei pochi cervelli rientrati che e riuscito a vincere un concorso da ricercatore e dunque ad avere una posizione definitiva nella nostra Universita. Si ritiene in quache modo fortunato rispetto ai suoi colleghi rientrati?
La mia fortuna e' che a Milano-Bicocca cercavano un ricercatore in fenomenologia delle particelle. E io, in quel momento, ero il piu' "forte" tra i vari candidati. Inoltre, ho studiato per piu' di un anno per passare quel concorso! La cosa ridicola e' assumere una persona perche' capace di risolvere due problemini imbecilli in sede di esame, e non guardare (come tutto il resto del mondo fa) l'intera carriera scientifica, e la capacita' di fare ricerca.
Ma e proprio cosi difficile ottenere una posizione da ricercatore in Italia?
Si', e' difficile: tanti BRAVI aspiranti per un numero di posti irrisorio.
E soddisfatto della sua posizione da ricercatore? A livello economico?
Ovviamente NON sono soddisfatto. Prendo 1200 euro al mese. In Inghilterra ne prendevo piu' di 3000!
Cosa ha significato per Lei, Il Programma rientro dei Cervelli? Pensa che il Ministero dovrebbe comunque continuare questo programma, ora bloccato?
Il programma "Rientro dei Cervelli" mi e' servito per ritornare in Italia, dopo diversi anni all'estero. E penso che il programma debba continuare come tale, ma debba anche essere supportato da un impegno del Governo di cercare di dare sistemazione definitiva ai sui cervelli migliori!
Lei oggi e ricercatore, ma con la chiamata diretta da parte dellUniversita avrebbe potuto ottenere una posizione da Professore Associato. Ha avuto la chiamata diretta dalla sua Universita? E stata accettata?
La mia Universita' ha inoltato la mia chiamata diretta, che non e' passata, poiche bocciata dal CUN.
Non le sembra strano che lei e risultato idoneo per un posto da ricercatore, perche scrupolosamente valutato, ma non e risultato idoneo per la chiamata diretta che le avrebbe dato una posizione da professore associato? Come se lo spiega?
Non me lo spiego affatto!! Fintanto che il sistema giudicante rimarra' quello attuale, la ricerca italiana non potra' che andare sempre peggio. Occorre riformare il sistema di reclutazione ed eleggere la MERITOCRAZIA come unico criterio!
In molti sostengono che ci sia una forma di prevenzione da parte del CUN nel valutare le chiamate dirette. Che ne pensa?
Credo che il CUN non abbia fatto un buon lavoro. I soldi c'erano. Occorreva solo "investirli"! Nessun previlegio: solo valutare i meriti degli applicanti.
Crede che il Ministro debba intervenire con una apposita legge per trovare una soluzione definitiva al problema dei cervelli rientrati? Soprattutto per evitare che molti tornino allestero?
Si. Credo che chi abbia a cuore il futuro dell'Universita' italiana, e della ricerca in genere, debba agire ora e con decisione.
E speriamo che intervenga con decisione. Ma se le cose non dovessero migliorare, sarebbe sempre pronto a respatriare?
Preferirei rimanere in Italia, visto che ho lasciato un posto permanente in Inghilterra per ritornare qui.