Prima di compiere una delle scelte più importanti della propria vita, è opportuno non lasciare niente al caso. Le carenze informative nella vita di uno studente, soprattutto se la scuola superiore non è stata di grande aiuto in questa direzione, possono essere ormai colmate dalla grande opportunità che il web offre. Ma anche questo grande strumento informativo può rappresentare unarma a doppio taglio se non si trova modo di usarlo con cautela e cognizione di causa. Il mare infinito di informazioni rischia di travolgere e di rendere più insicuro anche chi forse ha già qualche sogno o qualche idea riposti nel cassetto.
Quindi, orientarsi è meglio. Più di 400 mila studenti passeranno lestate alle prese con il proprio futuro. Come valutare le proprie attitudini? Come cercare (e trovare) fra centinaia di corsi di studio quelli più affini ai propri interessi? Lo abbiamo chiesto al professore Andrea Cammelli, direttore di Almalaurea, che ci presenta AlmaOrièntati. ''Per aiutare i giovani ad affrontare la scelta universitaria con più sicurezza - spiega Cammelli- AlmaLaurea ha messo a punto un percorso di orientamento on line che si chiama AlmaOrièntati. Si può consultare a questo indirizzo: www.almalaurea.it/lau/orientamento. Il percorso aiuta i giovani a capire le proprie attitudini e quali sono i corsi di laurea più vicini ai loro interessi. Ma li aiuta anche ad essere informati sul futuro che li attende a partire dallesperienza concreta compiuta dagli studenti universitari che hanno preceduto chi esce oggi dalla scuola secondaria superiore. Come? Grazie allutilizzo della documentazione sulle caratteristiche di studio e gli sbocchi occupazionali dei laureati che AlmaLaurea restituisce ogni anno in modo tempestivo e affidabile''.
Un sistema che parte dalla valutazione del proprio metodo di studio e dalla consapevolezza dei propri obiettivi, passando per un percorso informativo sul mondo delle Università e del lavoro, e arrivando finalmente alla sezione titolata “Cerca il tuo corso di laurea”. Lobiettivo proposto è quello di aiutare i giovani nellindividuare i corsi di laurea più coerenti in base alle materie di studio presenti nei programmi didattici. Inoltre, i ricercatori Almalaurea hanno messo a punto un modello di classificazione dei giovani italiani attraverso un test on line. Troviamo, infatti, 10 profili professionali rappresentati da dieci animaletti simbolici: dal lupo dappartamento al gatto sornione, dalla formica ambiziosa al leone rampante.
Uno dei sistemi informativi più potente al giorno doggi. Che ruolo svolge Internet nella vita degli studenti?
"Un ruolo ovviamente importante - risponde Cammelli- basti pensare ai social network. Ed in crescita. Dal nostro osservatorio risulta, per esempio, che i laureati del 2008 hanno conoscenze informatiche, tra cui la navigazione nella Rete, nettamente superiori a quelle possedute dai propri fratelli maggiori laureatisi prima della riforma. Parlare ai giovani attraverso i canali di comunicazione che loro stessi usano diventa così fondamentale. Se si vuole essere ascoltati".
Lorientamento universitario dovrebbe avere un maggior rilievo nella scuola secondaria? Quanto fa la scuola italiana in questo senso?
"La scuola fa molto, ma forse dovrebbe puntare maggiormente a unazione di orientamento più mirata e personalizzata. Sono gli stessi studenti a dirlo. Da indagini ad hoc che hanno coinvolto un numero consistente di immatricolati al primo anno è emerso che 47 immatricolati su cento ritengono che le iniziative di orientamento svolte presso le scuole superiori non siano servite “per niente”. Il problema è che i consigli su cosa fare dopo il diploma validi un po per tutti non funzionano perché non si arriva ad affrontare i dubbi e le incertezze dei singoli studenti. E lincertezza nella scelta universitaria ha effetti negativi nellimmediato: nel primo anno di università un quinto degli studenti abbandona gli studi. Il fenomeno costituisce un costo salatissimo sotto tutti gli aspetti, una perdita che chiama direttamente in causa le scuole secondarie superiori, lorientamento in ingresso, ma anche la capacità degli Atenei di offrire ai nuovi iscritti una bussola per non smarrire la rotta nei primi mesi".
Quali figure professionali hanno contribuito alla creazione e alla funzionalità di AlmaOrièntati?
"AlmaOrièntati è stato messo a punto da un team di esperti (psicologi, statistici e sociologi), con i contributi di educatori e di responsabili dellorientamento delle scuole superiori, dei servizi territoriali e delle Università aderenti ad AlmaLaurea. Il primo percorso di orientamento, dopo alcuni mesi di studio, è stato realizzato nel 2006 e successivamente aggiornato e rivisto. Nel 2008 si è fatto strada un utilizzo più completo del percorso di orientamento attraverso la sua integrazione con il profilo dei diplomati realizzato da AlmaDiploma, lassociazione di scuole partner di AlmaLaurea. E stata cioè messa a punto una documentazione integrata per orientare gli studenti in modo mirato: da una parte le performance e le valutazioni del percorso appena concluso dai neodiplomati, dallaltra il percorso on line per capire i punti di forza e di debolezza dei giovani e le loro conoscenze rispetto alluniversità e al mercato del lavoro".
Quali sono stati i criteri con cui gli esperti hanno delineato i diversi prototipi di giovani italiani associandoli a degli ‘animaletti?
''Ci siamo posti il problema di come valutare le aspirazioni dei giovani rispetto al lavoro, la classica domanda: cosa vuoi fare da grande? Così i ricercatori AlmaLaurea hanno messo a punto un modello di classificazione dei giovani italiani in dieci profili professionali rappresentati da altrettanti animaletti, dallornitorinco alla tartaruga da giardino, alla formica ambiziosa al leone rampante. Ciascuno di questi profili è stato costruito tenendo conto dellimportanza che rivestono per il “lavoro ideale”, quattordici aspetti: dalla stabilità allautonomia sul lavoro, dalla flessibilità dellorario alle prospettive di guadagno''.
Nellanno 2008, AlmaOrièntati ha raggiunto quota 300mila visitatori con ben 3 milioni di pagine visitate. Qual è, secondo lei, il segreto del successo?
"La facilità di accesso, ma anche i contenuti del percorso di orientamento che tengono insieme laspetto informativo e quello psicoattitudinale. Per scegliere con il cuore e la ragione. Pur sapendo che sarà sempre lo studente a dover perdere una decisione e ad assumersi la responsabilità di portarla avanti negli anni: nessun percorso, pur stimolante e ricco di informazioni, può fornire una soluzione magica".
Per una scelta ben ponderata, quindi, bisogna tener conto anche di aspetti solitamente tralasciati al momento della fatidica decisione. DallUniversità al mondo del lavoro: gli sbocchi occupazionali. Secondo le indagini ISTAT, vi sono delle lauree che trovano più di altre un sicuro inserimento nellambito lavorativo. Linserimento professionale risulta più facile per i neolaureati in Ingegneria: l88,9% degli Ingegneri Meccanici, 88,1% degli Ingegneri delle Telecomunicazioni e 84,9% degli Ingegneri Chimici trova e svolge unattività lavorativa. Ma anche le facoltà del ramo economico-statistico (79,8%) ed Architettura (88,1%) offrono una percentuale alta di sbocchi lavorativi. Molto richieste risultano le lauree con indirizzo paramedico (assistenti sanitari, fisioterapisti, odontotecnici, logopedisti, ecc ), mentre i bassi tassi occupazionali dei gruppi medico (34,2%) e giuridico (56%) sono una conseguenza della tendenza a proseguire gli studi dopo la laurea con tirocini e specializzazioni. In ogni ambito lavorativo è comunque richiesta al neolaureato la conoscenza di almeno una lingua straniera e una solida formazione informatica, requisito indicato nel 70,5% delle richieste. Tali requisiti tendono infatti ad essere considerati dalle aziende come una base essenziale per il bagaglio culturale del lavoratore.
Mobilità territoriale: studiare fuori sede. Scegliere di allontanarsi da casa per iscriversi ad una facoltà che il proprio territorio non offre o per intraprendere unesperienza di indipendenza, ha sicuramente dei risvolti economici, sociali, ma anche personali. Si tratta di entrare nel tram tram della vita e dellautonomia, di cominciare a gestire da sé la propria vita. Secondo i dati Miur, nel 2006 i fuori sede in Italia erano 350.000. I dati confermano che la ‘fuga avviene prevalentemente dal Sud: al primo posto è la Puglia ad assistere alla partenza di 46.353 studenti alla ricerca del proprio futuro, impegnati nella costruzione della propria realizzazione lavorativa. Vi è poi la Calabria, la Campania e la Sicilia. La regione che accoglie il maggior numero di fuori sede è lEmilia Romagna, a cui seguono Lazio e Lombardia. I risvolti economici, oltre a riguardare le tasche degli stessi studenti fuori sede, coinvolgono le regioni natali. Il mercato dei fuori sede muove in Italia 3 miliardi e mezzo di euro allanno: circa 2 miliardi vengono dal Sud, la restante parte dal Centro-Nord. Nella maggior parte dei casi si tratta di un andata senza ritorno, una fuga di cervelli: 7 studenti su 10 non ritornano al Sud dopo il periodo di studio. Le università e gli enti locali forniscono comunque un valido contributo orientativo agli studenti che vengono da fuori, offrendo servizi e possibilità di Borse di Studio, ed anche le città sono provviste di agevolazioni e aiuti indirizzati agli studenti fuori sede.
Mobilità internazionale: una preziosa esperienza. Sono tanti i motivi che spingono ogni anno gli studenti ad intraprendere progetti di studio allestero, primo fra tutti il programma Erasmus. Ma anche giovani occupati o disoccupati, puntando a migliorare le proprie competenze lavorative e arricchire il proprio bagaglio culturale, partono offrendosi come stageurs o lavorando allestero. Molti ad esempio si appoggiano al Progetto Leonardo Da Vinci, istituito dallUnione Europea. Un periodo di stage allestero può essere anche pianificato e attuato affidandosi a delle agenzie specializzate oppure appoggiandosi ai servizi messi a punto dal Ministero del Lavoro (per maggiori informazioni: Europalavoro) o dal Ministero degli affari Esteri. Si leggono nel web le tante esperienze positive di chi ha avuto la voglia e lopportunità di intraprendere questo viaggio. Sicuramente, oltre a rappresentare una grande possibilità di conoscenza culturale e linguistica, unesperienza allestero aiuta a crescere e, perché no, impreziosisce e valorizza un curriculum vitae.