Questa nuova intervista ci permette di sottolineare come, tra i cervelli rientrati, ci siano anche degli studiosi stranieri.
Abbiamo intervistato la dottoressa Sylvie Braibant che quattro anni fa ha scelto il nostro paese, e precisamente il Dipartimento di Fisica dellUniversita di Bologna, per proseguire la propria carriera scientifica. Il Programma Rientro dei Cervelli, infatti, offriva lopportunita di fare ricerca in Italia anche a studiosi non italiani, con lintento di risolvere il problema della scarsa internazionalizzazione delle nostre Universita ed Istituti di Ricerca.
La dottoressa Braibant ha scelto il nostro paese anche per motivi familiari, ed ora vorrebbe giustamente restare, forte dellattivita didattica svolta in questi anni a Bologna, e di un curriculum scientifico di primissimo piano con numerose collaborazioni internazionali, importanti riconoscimenti e centinaia di pubblicazioni. Anche per lei, pero, le porte delle nostre Universita sembrano sbarrate. Ed i motivi come nel caso di chi abbiamo intervistato fino ad ora non sono del tutto chiari. Speriamo che a fare chiarezza, in modo defintivo, sia lOn. Ministro Mussi; a questo punto, infatti, solo un suo intervento potrebbe evitare al nostro paese una figuraccia internazionale.
Buongiorno dottoressa Braibant, lei non e italiana, vero?
No, sono cittadina belga. Ho conseguito la laurea e il dottorato di ricerca in fisica in Belgio. Ho lavorato in Belgio, Svizzera, Stati-Uniti e finalmente in Italia.
Finalmente una ricercatrice straniera che ha scelto il nostro paese! Lo sa che sono pochi i ricercatori stranieri che decidono di venire in Italia?
So bene che sono pochi i ricercatori stranieri che vengono in Italia. Il motivo fondamentale della mia decisione di venire in Italia e che sono sposata (con due figli di 2 e 5 anni) con un ricercatore italiano. Ho scelto Bologna in particolare perche conoscevo bene il gruppo con il quale sono venuta a lavorare, in quanto collaboravamo allo stesso esperimento al laboratorio Cern di Ginevra dal quale provengo.
Ha trovato delle differenze, nella qualita della ricerca, tra i paesi dove ha lavorato e lItalia?
Devo dire che nel gruppo, con il quale lavoro a Bologna, ho trovato unalta qualita di lavoro nella ricerca. Non ho trovato differenza nel modo di fare ricerca. Il motivo deriva della natura stessa della ricerca fondamentale condotta. In effetti, questa attivita scientifica implica il coinvolgimento di gruppi internazionali che collaborano in esperimenti composti da personale scientifico e tecnico proveniente da strutture internazionali. Per questi motivi, non ho avuto problemi per integrarmi nel mio gruppo. Queste considerazioni hanno aiutato la mia decisione di espatriare in Italia nonostante i dubbi che avevo gia sullinternazionalizzazione del mondo accademico italiano. Bastava guardare quanti studenti di dottorato/ricercatori stranieri erano/sono coinvolti nei gruppi italiani ! Pochissimi !
Quindi il Programma Rientro dei Cervelli e stata una buona occasione?
Si, mi sembrava unottima opportunita per inserirmi nel sistema universitario italiano (soprattutto perche sono straniera e che dunque sono vista come esterna, come lo sono comunque studiosi italiani che hanno lavorato molto tempo allestero), continuando inoltre a fare lo stesso tipo di ricerca fondamentale che ho fatto nel passato allestero (Belgio, Stati Uniti, Svizzera). Il programma sembrava fornire buone prospettive per un inserimento definitivo nelluniversita italiana. Questo programma mi permetteva non solo di continuare la mia attivita di ricerca, ma mi permetteva anche di intraprendere una carriera accademica che speravo fosse brillante! Tramite la docenza volevo attrarre nuovi talenti tra gli studenti permettendo unulteriore sviluppo dellinteresse scientifico nel mio campo. Il programma Rientro dei Cervelli permetteva di riempire questi due ruoli che stimavo essere proprio intimamente interconnessi per lo sviluppo della ricerca: docente e ricercatore !
Dopo la sua esperienza a Bologna, ritiene che il Programma Rientro dei Cervelli sia vantaggioso anche per ricercatori stranieri?
Alla luce della situazione attuale devo purtroppo rispondere di no. Gli stipendi tipici sono piu bassi che allestero ed i mezzi di ricerca non sono migliori che allestero. Inoltre le prospettive dinserimento definitivo nel sistema universitario italiano sono a dir poco complicatissime.
Dal punto di vista economico e vantaggioso rispetto alle altre borse offerte in Europa o in America?
No, le condizioni economiche sono generalmente inferiori rispetto a quello che e offerto in Europa ed in America. Per dare un esempio concreto, guadagno attualmente circa 30% in meno di quando ero post-doc allUniversita dellIndiana dal 1994 al 1997 (cioe 10 anni fa e con un posto di livello inferiore !). Senza parlare dello stipendio che avevo in seguito in un laboratorio di ricerca europeo, che era svariate volte maggiore di quello che ho ora. Tuttavia questo basso stipendio non e stato un motivo sufficiente per non farmi venire (ora dovrei dire restare) in Italia. Devo solo fare i conti con la mia indipendenza intellettuale e delle condizioni di vita decenti!
Oggi il Programma Rientro dei cervelli e bloccato. Se fosse invece utilizzabile, lei ritiene che ci siano dei ricercatori stranieri pronti a scegliere il nostro paese per le loro ricerche?
Forse si, ma bisognerebbe chiarire se ci sono possibilita di inserimento definitivo in Italia, altrimenti verranno solo stranieri freschi di dottorato che utilizzeranno il programma come una borsa post-doc (pronti quindi a tornare allestero alla fine del contratto) o ricercatori provenienti da paesi economicamente meno avvantaggiati.
Il suo contratto scadra questanno; vorrebbe restare ancora a Bologna? Ci sono delle opportunita?
Il mio caso e un po particolare e per ragioni familiari vorrei restare a Bologna. Dovrei avere delle opportunita di restare, a condizione che si riaprano i concorsi a professore universitario, bloccati ormai dal 2003. Per il momento, pero, non ce una singola opportunita. Purtroppo, sono molto preoccupata per la mia carriera. Sembra abortita. Mi sento delusa, arrabbiata, amareggiata. Ho cominciato a cercare un altro lavoro. Ho molte competenze ma non riesco a convincermi a lasciare il mio lavoro adorato, un lavoro che ho deciso di fare quando avevo 15 anni per capire come funziona il mondo !
La sua situazione, purtroppo, è simile a quella di altri cervelli rientrati. E solo il Ministero puo risolverla. Cosa chiede al Ministro?
Come i miei colleghi rientrati con questo programma, vorrei solo che mi fosse data la possibilita di essere giudicata sul mio CV, sulla mia attivita sia scientifica che didattica. Siamo stati selezionati in base a questo allinizio del programma, sarei piu che felice di essere giudicata di nuovo ora per poter accedere ad un posto di docente universitario.
Male che vada, pronta a rifare la valigia?
Per me, rifare la valigia sarebbe assai difficile. Come potrei costringere mio marito e i miei figli a seguirmi di nuovo su una strada cosi caotica ?