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[5133] Petizione online contro le barriere di internet
Talvolta il web può rappresentare una barriera alla comunicazione. L’associazione Blindsight project ha, così, organizzato ed avviato una petizione on line, con lo scopo di informare sulle barriere informatiche e di trovare delle soluzioni.

Talvolta il web può rappresentare una barriera alla comunicazione, contraddicendo uno dei motivi essenziali per i quali esso è nato e si è sviluppato. Il problema delle barriere informatiche è cresciuto in relazione alla crescita dell’uso del web. Lo è, soprattutto, per le persone non vedenti, ad esempio. Recentemente, a tal riguardo, l’associazione Blindsight project ha organizzato ed avviato una petizione, on line, con lo scopo di informare sulle barriere informatiche e di trovare e proporre soluzioni semplici e facilmente eseguibili.

Blindsight Project è una onlus, nata nel 2006, che svolge la sua attività interamente sulla rete. Il suo scopo principale è quello di promuovere azioni per salvaguardare i diritti dei disabili sensoriali nell’accesso al sistema dei siti web. Le iniziative di Blindsight project, pertanto, mirano a rendere l’uso del web accessibile a tutti, in particolare, agli utenti che non vedono e non sentono, facilitando l’eliminazione totale degli ostacoli nella comunicazione multimediale. A tal riguardo, abbiamo posto alcune domande, che riportiamo di seguito, al presidente di Blindsight project, Laura Raffaeli, per poter comprendere meglio, attraverso le sue parole e l’esperienza diretta di chi affronta quotidianamente questo problema, le difficoltà nell’uso del web e le possibili soluzioni.

Presidente, qual è l’oggetto della petizione?
"Fornire informazioni sulle barriere informatiche che potrebbero facilmente essere abbattute con pochi accorgimenti, consigliati nel testo della petizione stessa, in primis l'abolizione del captcha, che sappiamo tutti serve poco ai i malintenzionati".

Da dove nasce l’idea?
" L'idea di creare una petizione che, essendo online, ha valore puramente informativo, nasce da esigenze che sono quelle di rendere fruibile il web a tutti, ma veramente, come voleva la legge Stanca sull'accessibilità. Nasce da milioni di persone che, come me, rimangono bloccati dopo aver riempito form lunghissimi (ad esempio per una banale registrazione in un sito) e si trovano a dover annullare il tutto per via dell'ultimo passo che richiede la lettura del captcha, ancora usato come antispam, ma che io, personalmente, ritengo obsoleto. Pensi che cosa vuol dire, per chi non vede, poter fare le cose in completa autonomia, ad esempio, un acquisto online: anche questo non è possibile in quanto paypal, il maggior servizio di pagamenti online, chiede un captcha sia per la registrazione che per la password dimenticata, riducendoci a dover sempre ricorrere a persona vedente e, a questo punto, si viene a perdere tutto il senso di un tale servizio (considerando che gli acquisti online sono il mezzo più usato proprio dai disabili, quindi non capisco perché non considerarli, seppure, credo, non manchino risorse sia di staff che economiche a siti quali paypal e per ultimo wikipedia, che si definisce "libero", invece non lo è affatto, perché il captcha è presente, sia per la registrazione che per la pubblicazione di una qualsiasi cosa al suo interno). Ricordo che sono milioni gli studenti disabili visivi che hanno non poche difficoltà già per reperire libri di testo (è solo di recente che è stato firmato un decreto che liberalizza in piccolissima parte il mercato del digitale per gli editori, ma i libri mancano lo stesso e i ragazzi sono costretti a scansioni illeggibili e piene di errori, quando le si trovano naturalmente e si ha la possibilità di farne); altrettanti sono gli studenti sordi che parlano, addirittura, un'altra lingua, perché non parlano ma "segnano" con lingua italiana dei segni, quindi spesso non conoscono l'italiano. Se aggiungiamo a questi anche gli studenti sordociechi o quelli con disabilità cognitive, si può comprendere bene che non si tratta solo di una discriminazione, ma ritengo opportuno chiamarla proprio una "dimenticanza" vergognosa, anche, ovviamente, nei confronti di disabili adulti che, come me, lavorano grazie all'informatica".
A chi si rivolge principalmente la petizione?
"La petizione si rivolge a tutti naturalmente, visto che internet è ormai un universo virtuale nel quale si fa quasi tutto, anche se in Italia siamo agli ultimi posti con la sua conoscenza. Principalmente, si rivolge al ministro delle Riforme e Innovazione della Pubblica Amministrazione. Un'altra petizione in inglese, è diretta alle aziende che operano nel web in generale, ripeto per informare, soprattutto, di una realtà sempre più dimenticata, come la conoscenza dei nostri metodi di lettura e navigazione. Si consideri che i disabili visivi aumentano, purtroppo, di anno in anno".
Come si può partecipare alla petizione?
"La partecipazione alla petizione consiste nel firmare e farla firmare ad altri (il più possibile). E’ stata creata una versione in inglese appositamente affinché entrasse nella rete globale. Pensiamo che la petizione, se ampiamente firmata, può servire ad eliminare anche la grande confusione che c’è in questo settore. Pertanto, proporrei di aumentarne i firmatari e, nel caso le firme raggiungessero un numero elevatissimo, a quel punto credo non ci dovrebbe essere più bisogno di petizioni, in quanto ciò significherebbe che l'informazione è arrivata: è stato ricevuto l'input da chi sviluppa siti web.
La propaganda per la petizione penso sia il mezzo più efficace per farla conosce e firmare (ad esempio sarà presente nello stand della blindsight project in occasione del "deja vu" primo festival internazionale di musica elettronica e arti visive dedicato ai disabili uditivi - organizzato da noi in collaborazione con evilsound - oltre alla campagna sul cane guida e alla sensorial raccolta). Per avere più informazionie è possibile rivolgersi alla segreteria di blindsight project, info@blindsight.eu".
Come è organizzata la Blindsight project?
" Sinceramente non siamo molti a lavorare nella Blindsight Project, anche se sono numerosi coloro che ci seguono soprattutto online, per questo nel nuovo sito da poco costruito si è cercato di dare la priorità all'accessibilità. Chi ha costruito il sito, giustamente, ha testato prima di me ogni pagina usando le demo o screen readers gratuiti che abbiamo reso fruibili a tutti tra i download. Abbiamo uno "staff" organizzativo della onlus, che comunque è appena nata (nel 2006) e non ha mai ricevuto fondi, quindi, si tratta di puro volontariato che, comunque, con tanta buona volontà e impegno vero ha permesso di far conoscere molte realtà. Quella della mancanza dell'accessibilità, ad esempio, è una realtà, ma basterà visitare il sito (in continua evoluzione) per capire che sono già parecchie le iniziative, anche importanti direi, che si sono realizzate. La radio, Radio Blindsight, aspetta solo un buon gestore telefonico per poter dare anche informazioni oltre alla musica e per prima ha dato i sottotitoli anche ai sordi: basterà ascoltarla con winamp e si vedrà che i titoli sono cambiati, lanciano messaggi, informazioni o slogan, anche per dimostrare che non esistono sottotitoli e descrizioni audio in tv o nelle radio italiane. Personalmente, ho deciso di fondare questa piccola onlus perché, dopo un incidente di moto che mi ha resa cieca assoluta e per metà sorda, mi sono accorta che non esistevano informazioni tra i cosiddetti "normo" bensì solo qualche sporadica iniziativa poco pubblicizzata realizzata da grandi associazioni di categoria. Spero solo che, fondi a disposizione o meno, si possano aggiustare un po' di cose, perché il mondo delle disabilità sensoriali è il più difficile. Tanto sconosciuto quanto affascinante".
Partecipare ad azioni come la vostra, richiede particolari specializzazioni?
"Se si prova una demo di screen reader ci si può rendere conto di cosa vuol dire navigare così. Anche se noi siamo molto bravi e veloci, la specializzazione, se così si vuole chiamare, è essere disabile innanzitutto, e la petizione nasce per questo: vogliamo far sapere queste cose a tutti coloro che pensano di sapere tutto dell'informatica. La petizione nasce per questo: vogliamo far sapere queste cose a tutti per mettere un punto su tanta "ignoranza" (nel senso buono del termine) perché io sono sicura che sono molti coloro che vorrebbero invece la rete libera e fruibile per tutti ma non sanno, sono all'oscuro di tante barriere. E' proprio per questo che consiglio sempre di scaricare una demo di screen reader e provare, altrimenti non si sa di cosa si parla".
E’ la prima e unica esperienza in Italia? E in Europa?
"In Italia sicuramente si, ma penso anche in Europa (anche se in altri paesi non ci sarebbe spesso bisogno, in quanto i disabili sono considerati diversamente: difficilmente un webmaster olandese non sa di cosa parlo, quando dico screen reader, e non ne conosce solo il nome o il funzionamento teorico, ecc.)".
Quali sono le difficoltà nell’organizzazione della vostra attività?
"Se per attività si intende la blindsight project, è l'assenza totale di fondi. Finanzio io con la mia pensione di invalidità. Per questo sfruttiamo al massimo le risorse della rete che deve essere accessibile a tutti".
Quali, a suo avviso, i vantaggi?
"I vantaggi della nostra attività sono quelli di aver cominciato a parlare di disabili sensoriali fuori dalla categoria, ma esponendoci con una radio, entrando in rete e diffondendo le nostre esigenze vere, perché finora, almeno prima della blindsight project, non si sapeva assolutamente nulla. Altre associazioni di categoria finora non hanno detto molto, limitandosi ai loro soci disabili, ma tenendo all'oscuro i cosiddetti "normo". Non hanno provveduto alla diffusione di una nostra cultura e delle nostre vere esigenze, ed io invece sono convinta che debbano essere proprio i "normo" i primi a doverci conoscere, altrimenti rimarremo sempre a lamentarci tra noi ma senza un risultato. Per rimanere nell'argomento internet, molti di noi ciechi conoscono l'informatica, ma la difficoltà di essere assunti in un posto di lavoro diverso da un centralino, rimane una speranza alla quale vorrei non rinunciassero più almeno i giovani. Il vantaggio di diffondere ad esempio la petizione è una speranza anche per tanti giovani con capacità non indifferenti ed è assurdo che nel terzo millennio, un disabile visivo, magari genio su un pc, debba fermare la sua vita di fronte ad un anacronistico e banalissimo captcha. La Blindsight Project chiede da sempre l'applicazione della legge 104 anche nelle radio e nelle tv, affinché i disabili sensoriali possano avere nuove alternative di lavoro, in quanto la loquacità ai ciechi e la vista artistica ai sordi di certo non mancano".

Sebastiano Patti
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