LUniversità di Palermo ha iniziato la "cura" per risanare i conti. Cè da coprire un debito pregresso di 30 milioni di euro. Già, infatti, ad inizio mese, lUniversità aveva avuto il coraggio di pubblicare il risultato di una verifica finanziaria esterna - la prima volta in Italia - realizzata dalla Price Waterhouse, società specializzata nella consulenza alle imprese in materia fiscale, di revisione di bilancio, di outsourcing contabile e legale, che evidenziava alcune anomalie, per lo più relative agli anni 2007 e 2008.
Il risanamento è cominciato con la rimodulazione delle tasse, come spiega Laura Anello, responsabile dei rapporti con la stampa dellAteneo palermitano: " Non sono state aumentate di netto tutte, ma sono state cambiate le fasce di tassazione e questo permette, chiaramente, di aumentare lintroito complessivo. Questa modifica è stata approvata, senza alcun conflitto, con un voto allunanimità da parte del Consiglio dAmministrazione e del Senato Accademico. Inoltre, il rettore ha dichiarato che questo è lultimo ritocco delle tasse che restano, comunque, fra le più basse di tutta Italia”. In più “è stata avviata - precisa Laura Anello - una strada per tentare di finanziare i dottorati di ricerca con fondi che non provengono dal bilancio dellateneo ma, per lo più, sono fondi strutturali PON e POR, e quindi, con la collaborazione della Regione per attività che fino ad ora sono state sulle spalle dellUniversità”.
Il risanamento seguirà con la vendita di alcuni immobili che lUniversità metterà allasta entro dicembre ed il cui ricavato si aggirerà intorno ai 10 milioni - 1/3 de debito "Beni non necessari ai fini istituzionali”, ha dichiarato il rettore Roberto Lagalla. Si tratta della vecchia sede della facoltà di Scienze della Formazione in via Pascoli, del complesso di S. Siro sulla strada per Monreale, quattro esercizi commerciali e tre appartamenti in via Montepellegrino, in seguito toccherà ad altri quindici appartamenti, per un totale di ventiquattro immobili. Le altre iniziative individuate per cercare di aumentare le entrate e, allo stesso tempo, ridurre le spesse riguardano: il blocco transitorio del turn over, gare uniche per tutti i servizi, oltre quelle già citate, e se non fosse sufficiente si potrà pensare, dintesa col ministero, a spalmare il debito su 20 o 30 anni.
E ancora, contemporaneamente col risanamento, si sta riorganizzando la macchina amministrativa con un nuovo modello che prevede sette aree dirigenziali affiancate da unarea servizi che aggiunge tre strutture fortemente informatizzate: il Centro universitario di calcolo, il servizio bibliotecario dAteneo e le segreterie degli studenti. Questi lavoreranno insieme per processi e non per pratiche e ciò consentirà di migliorare le performance e lefficacia.
Unoperazione di trasparenza che consentirà allAteneo palermitano di risanare i conti facendo da esempio per molte altre università italiane. In tempo di tagli e commissariamenti, questa è una manovra che dovrebbero iniziare a realizzare in molti, se si vuole evitare il tracollo dellUniversità pubblica in Italia.