Il 29 maggio scorso, un comunicato firmato “Gli studenti dell'Università di Catania” rivolgeva durissime critiche per gli aumenti di tasse previsti per l'ateneo catanese. La fonte del comunicato è riconducibile all'area della sinistra universitaria e il testo si apre in modo perentorio: «Il 28 Maggio 2010 segna la fine del diritto allo studio per lUniversità di Catania»
L'episodio scatenante è una manifestazione di 300 studenti che si sono radunati sotto il Rettorato per protestare e sottoporre una loro proposta per cambiare le tasse universitarie. Si legge che «Il Senato Accademico, nonostante le incessanti pressioni da parte degli studenti e, a volte, dei suoi rappresentanti, ha schiacciato ogni ipotesi di mediazione e di dialogo». Una delegazione di 7 studenti è stata accolta ma «privata della possibilità di esprimersi, eccetto che nella lettura del documento di proposta ed è stata licenziata dallaula del Senato Accademico con laccusa di essere una minoranza studentesca». Secondo gli autori del comunicato, questa accusa di essere una minoranza farebbe intendere che il resto della comunità studentesca sia favorevole allaumento delle tasse.
Il gruppo ritiene che l'aumento di tasse nella nuova versione della riforma sia sì minore rispetto alla prima esposta dai vertici dellAteneo - che prevedeva 500 euro per tutti - ma comunque «insostenibile». Per esempio, trovano inaccettabile che la tassa per liscrizione, ipotizzata a 420 euro, venga solo “spalmata” tra ottobre e marzo e non ridotta. E ancora, «a differenza di ciò che gli studenti hanno chiesto espressamente nelle assemblee tenutesi in questi giorni, le tasse colpiranno anche le prime due fasce, che arrivano ai 22mila euro di reddito annuo, e impongono degli aumenti esorbitanti alle restanti fasce. Nessuna fascia è stata inserita al di sopra dei 52mila euro».
Attacco anche ai rappresentanti degli studenti, colpevoli di aver giudicato «contenuti» gli aumenti. «Gli studenti ieri, dopo lapprovazione, non sembravano per niente soddisfatti del risultato». Pertanto si chiede alle associazioni studentesche di «rappresentare realmente il pensiero degli studenti di cui intendono farsi portavoce e di opporsi fermamente ad un aumento di tasse che privilegia i ricchi e svuota le tasche delle famiglie».
Nel comunicato si alza il tiro prefigurando «labbandono della carriera universitaria per molti» a seguito di un aumento di tasse deciso «allinterno di una stanza dove ogni senatore ha a disposizione una postazione informatica con schermo touchscreen, mouse, tastiera wireless e un sistema di microfoni degno di quello del Parlamento nazionale mentre, intanto, gli studenti di scienze geologiche si ritrovano a studiare in strutture che non sono altro che dei grossi container».
La protesta si riproporrà con nuovo sit in venerdì 4 giugno alle ore 8.00, quando è prevista la ratifica dell'aumento delle tasse da parte del Consiglio dAmministrazione dellAteneo.