Circa 2.500 posti di lavoro a rischio nel settore delle pulizie delle scuole nel corso del 2010, con pericolose ricadute sull'igiene, sulla manutenzione ordinaria e sulla sicurezza. Sono queste le conseguenze negative di una direttiva emanata lo scorso dicembre dal ministero dell'Istruzione denunciate stamani, nel corso di una conferenza stampa congiunta, dalle associazioni datoriali (Ancst-Legacoop, Federlavoro-Confcooperative e Fise-Anip-Confindustria) e dai sindacati del comparto (Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltrasporti-Uil).
La direttiva contestata - hanno spiegato imprenditori e sindacati definendola «una scelta sciagurata» - prevede una diminuzione del 25% del finanziamento per gli appalti di pulizie e altre attività ausiliarie (i cosiddetti appalti storici, ereditati dagli enti locali), «non fondata su reali esigenze di servizio ma esclusivamente su ragioni di taglio indiscriminato della spesa pubblica e con effetti immediati».
Le aziende coinvolte saranno costrette nei prossimi giorni a ridurre il personale; un'iniziativa non indolore considerando che il settore è sprovvisto di ammortizzatori sociali, fatte salve le misure provvisorie varate dal Governo (la cosiddetta cassa in deroga) che è comunque limitata nel tempo e, secondo i sindacati e le imprese, insufficiente a far fronte alla situazione che si sta creando e tenendo anche conto del fatto che il personale delle pulizie è per lo più a part time, con una forte presenza femminile e con nessuna specializzazione lavorativa tale da consentire una ricollocazione sul mercato del lavoro. Associazioni datoriali e sindacati chiedono dunque l'apertura di un tavolo di confronto con la Conferenza Stato-Regioni e la revoca da parte del ministero della direttiva con la sua sospensione fino a una soluzione della vertenza.