Tutte le facoltà della Sapienza, e non solo, si mobilitano per protestare contro la manovra finanziaria appena varata dal Senato e in attesa del vaglio della Camera.
Questo pomeriggio a Roma, alle ore 19, si terrà una manifestazione presso il Chiostro della Facoltà di Ingegneria, in via Eudossiana 18.
Oltre alle Facoltà della Sapienza, parteciperanno le facoltà di Ingegneria di altre sedi universitarie e diverse Istituzioni di Ricerca.
"L'università Pubblica. Il ruolo della Formazione e della Ricerca nel futuro del Paese", questo il titolo della manifestazione. Eloquente la citazione riportata sulla locandina dell'evento: «Il legislatore dovrebbe costantemente tenere presente lo stato di cose della realtà chegli è deciso a modificare» .(Wilhelm von Humboldt, 1851)
Perché la protesta? «Perché – rispondono gli organizzatori – le pesanti misure del dispositivo finanziario, destinate a trovare attuazione entro un quadro normativo già restrittivo sul piano dei finanziamenti, pongono in discussione la stessa sopravvivenza dell'Università pubblica. La manovra riduce le risorse destinate all'Università, e quindi alla ricerca e alla formazione, fondamentali per lo sviluppo del Paese. Se lintento del legislatore è quello di rendere migliore la formazione scientifica e civile delle nuove generazioni, nella consapevolezza che si tratta del miglior investimento che una nazione può fare per il proprio futuro, limpegno dellUniversità può e deve essere in totale sintonia».
Chi alla Sapienza contesta la manovra finanziaria sottolinea come la comunità accademica abbia, con differenti forme, «espresso il proprio forte disagio nei confronti di interventi normativi che colpiscono duramente l'intera Università».
Gli organizzatori rivolgono l'invito a partecipare a tutto il mondo universitario e alla società civile sensibile a questo tema.
Al Chiostro di Ingegneria non si esporranno solo gli elementi di contrarietà al provvedimento governativo, ma verranno anche esposte le proposte per interventi ritenuti «più idonei», anche in considerazione della fase critica che vive il mondo accademico italiano.
Qual è la ricetta proposta? «La grave contingenza economica deve spingere lUniversità italiana ad un autonomo e interno lavoro per una migliore gestione delle risorse, e il legislatore dovrebbe intervenire per far sì che questo lavoro non possa essere eluso. Ma questo comporta misure mirate, che obblighino a estirpare il loglio senza distruggere il grano che questa Istituzione Pubblica ancora generosamente produce, nonostante tutte le difficoltà del contesto in cui opera. In Italia ricerca e formazione hanno sede pressoché esclusivamente nelle Università pubbliche, non può dunque che essere fortissima la preoccupazione che il grave indebolimento di queste abbia luogo senza che si configurino reali alternative».
Nel corso dell'evento interverranno i presidi delle Facoltà di Ingegneria della Sapienza; Luigi Frati, Rettore della Sapienza; Annibale Mottana, Accademia dei Lincei; Luciano Maiani, Consiglio Nazionale delle Ricerche; Giovanni Bachelet, Deputato Commissione Cultura; Vito Cardone, Conferenza dei Presidi di Ingegneria; Mario Morcellini, Interconferenza dei Presidi; Elisabetta Petrucci, Ricercatore Sapienza; alcuni rappresentanti degli studenti.