La classifica delle università italiane stilata dal Miur, da questanno, premierà e punirà gli atenei del nostro paese. Con il “pacchetto università”, infatti, il Governo ha assegnato all'Anvur (Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca) la valutazione della qualità degli Atenei e della ricerca. Il Ministero dellIstruzione ha, quindi, disposto che i finanziamenti saranno distribuiti in base alla posizione degli atenei nella classifica. Gli atenei da "30 e lode" riceveranno i soldi, mentre gli atenei con la media del 18 vedranno ridotti i loro finanziamenti.
Senza dimenticare che la classifica ufficiale del Miur stride con quelle presentate, nei giorni scorsi, dai quotidiani "Il Sole 24ore" e "La Repubblica". Ad esempio nella classifica di Repubblica-Censis, lateneo palermitano recuperava due posizioni rispetto all'anno scorso piazzandosi sopra Bari, Firenze, Napoli, Catania e Roma-La Sapienza. Al contrario il Miur lo posiziona al terzultimo posto e riduce i finanziamenti universitari del 3%. Anche le pagelle de "Il Sole 24 ore" non corrispondono ai dati ufficiali del Ministero: secondo la classifica del quotidiano luniversità di Bergamo è al trentanovesimo posto su 42, invece il Miur la promuove al quarto posto, definendola “virtuosa” e gratificandola con il 2,82% di finanziamenti in più.
Ma vediamo la classifica completa delle università virtuose diffusa dal Ministero delluniversità e ricerca scientifica che tanto sta facendo discutere (accanto al nome dellateneo è riportata la percentuale di finanziamenti ricevuti in più o in meno in base ai nuovi criteri): - Trento 10,69% - Politecnico Torino 5,22% - Politecnico Milano 4,14% - Bergamo 2,82% - Genova 2,52% - Milano-Bicocca 2,51% - Roma ‘Foro Italiacò 2,35% - Torino 2,18% - Udine 1,95% - Tuscia 1,80% - Milano 1,69% - Venezia 1,65% - Chieti 1,50% - Padova 1,37% - Insubria 1,36% - Bologna 1,33% - Roma ‘Tor Vergatà 1,28% - Ferrara 1,12% - della Calabria 1,09% - Modena-Reggio Emilia 1,05% - Politecnica Marche 1,01% - Pisa 0,99% - Piemonte Orientale 0,79% - Sannio di Benevento 0,75% - Pavia 0,33% - Verona 0,31% - Politecnico Bari 0,26% - Brescia -0,39% - Perugia -0,56% - Roma Tre -0,79% - Parma -0,91% - Mediterranea di Reggio Calabria -1,06% - Salerno -1,06% - Lecce -1,16% - Iuav-Venezia -1,34% - Catanzaro -1,42% - Napoli -1,52% - Catania -1,60% - Bari -1,94% - Parthenope di Napoli -2,03% - Cagliari -2,08% - Roma ‘La Sapienzà -2,11% - Teramo -2,17% - Cassino -2,21% - Molise -2,29% - Camerino -2,42% - LOrientale di Napoli-2,50% - Seconda Università di Napoli -2,82% - Basilicata -2,90% - Sassari -2,95% - Messina -3% - Palermo -3% - Foggia -3% - Macerata -3%.
Tra Università promosse e bocciate, è evidente il divario tra nord e sud: ai primi posti si classificano lAteneo di Trento, il Politecnico Torino e il Politecnico Milano. Ultime, quasi tutte le università del sud. Polemiche e critiche da parte degli atenei bocciati che accusano il Ministero di aver utilizzato valori risalenti al 2003 e di non aver preso in considerazione il gap territoriale Italiano, adoperando parametri in larga misura inaccessibili per le grandi aree metropolitane del Sud. Si fanno in particolare riferimento all'attrazione di studenti da altre regioni e all'indice di occupazione dei laureati a 18 mesi dal conseguimento del titolo. Il Ministero, in una nota, spiega i motivi di questo risultato: "Come si può vedere dalla classifica, molti atenei del centro-sud sono stati promossi, Roma Tor Vergata, l'Università di Chieti e Pescara, l'Università della Calabria, l'Università Politecnica delle Marche, l'Ateneo della Tuscia, il Politecnico di Bari, l'Università del Sannio di Benevento, così come alcune università del centro-nord sono state ritenute non virtuose: Brescia, Parma, Iuav - Venezia, Macerata, Perugia, Camerino". "I criteri adottati - si spiega - rispondono a valutazioni attualissime e sono stati elaborati tenendo conto dei parametri adottati da tutte le classifiche internazionali. È la prima volta che questo viene fatto in Italia, per cui i criteri sono sempre perfettibili e il nostro impegno sarà renderli ancora più oggettivi. Per esempio, l'anno prossimo la valutazione sarà effettuata facoltà per facoltà, dipartimento per dipartimento, perchè è possibile che vi siano nella stessa università realtà virtuose e non virtuose, per cui è giusto distinguere". "Sia chiaro a tutti però - continua la nota - che è finita l'epoca in cui, poichè i criteri di valutazione sono da perfezionare, non si deve mai iniziare. Non ha più senso operare in difesa di corporativismi o di localismi. Nell'epoca della globalizzazione ciò è privo di ogni significato. Ci sono eccellenze nel sud, università non virtuose nel nord. In particolare, alcune università del sud hanno avuto una bassa valutazione soprattutto per la bassa qualità della ricerca, nonostante diverse regioni del Mezzogiorno ricevano miliardi di euro dai fondi strutturali finalizzati alla ricerca. Evidentemente, in alcuni casi questi finanziamenti non sono spesi bene". "Bisogna avere il coraggio di guardare al futuro - conclude la nota - e di adottare nuove logiche per essere competitivi a livello internazionale".
Il presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, dichiara: "La valutazione sulla qualità delle università italiane, che vede quelle del Sud agli ultimi posti della graduatoria, non è l'ennesima prova dei nostri ritardi, quanto il tentativo di colpire in maniera strumentale i nostri atenei utilizzando carte truccate. Gli elementi di giudizio che portano a tali valutazioni si fondano sulle stime di una ricerca risalente al 2003 e da criteri che sono irraggiungibili per questi atenei". "Desidero tranquillizzare i rettori delle università siciliane perchè il governo della Regione intende fare fino in fondo la propria parte per dare l'adeguato sostegno alla ricerca e le migliori condizioni di vita ai nostri atenei, così da offrire agli studenti siciliani processi formativi sempre più qualificati, gli unici in grado di garantire uno sviluppo reale del nostro territorio".
Anche, il rettore dell'Università di Palermo, Roberto Lagalla, commenta il provvedimento approvato dal Consiglio dei Ministri: "La valutazione qualitativa della performance degli Atenei è condivisibile a condizione che gli indicatori siano equi, oggettivi e attuali. Mi repelle concettualmente pensare che, sia pure con rare eccezioni - afferma Lagalla -, come si evince dai risultati proposti, l'Italia sia popolata a nord di Roma da intelligenze baciate da Dio e a sud della capitale da poveri accattoni della cultura e della ricerca, approssimativi e male in arnese. Da tempo gli Atenei del Sud, soprattutto quelli generalisti e di grandi dimensioni - prosegue - invocano parametri di valutazione che tengano conto dei contesti di riferimento che siano attualizzati avendo riguardo ai processi di crescita di ogni singolo Ateneo e non rispetto a categorie non comparabili".
Lultimo ateneo della classifica, luniversità di Macerata, si difende e in una nota asserisce: "La classifica ministeriale sulle università tiene conto dei risultati della ricerca scientifica con un peso pari a 2/3, utilizzando criteri quali trasferimento tecnologico, valorizzazione applicativa e finanziamento dei programmi quadro europeo, per cui è scontato che atenei socio-giuridici-umanistici come Macerata escano sconfitti rispetto a grandi Politecnici ".
Al 30°esimo posto Roma Tre e in una nota il Rettore dell'Università, Guido Fabiani dichiara: "Premetto che sono assolutamente convinto della necessità di instaurare un corretto meccanismo di valutazione degli atenei italiani. Sono però altrettanto convinto che il meccanismo messo in atto non sia adeguato a rispecchiare le performance degli atenei sotto vari punti di vista: didattica, ricerca, servizi agli studenti".
"Il governo in questo modo mette in crisi completa la nostra università", il rettore dell'ateneo di Foggia, Giuliano Volpe, reagisce così al taglio di risorse previsto per l'ateneo in base ai nuovi criteri di valutazione. Un taglio che pesa parecchio alla luce dei già scarsi finanziamenti. "Su 39 milioni di euro di fondo di finanziamento ordinario il previsto 3% in meno di risorse corrisponde a oltre 1 milione di euro che è - spiega il rettore - quello che noi dedichiamo ad attività di ricerca, un'attività quindi seriamente compromessa. Inoltre - aggiunge - la nostra è un'università giovane, nata una decina di anni fa. Andrebbero considerati gli sforzi di sviluppo che stiamo facendo oggi e invece si prende in esame l'attività svolta dall'ateneo quattro o cinque anni fa. Una valutazione fatta con questi parametri, senza considerare le specificità dei singoli atenei e il contesto in cui operano, non è equa".
Luigi Frati, Rettore della Sapienza, 42esima nella classifica stilata dal Ministero dell'Istruzione, obietta: "È giusto che una parte dei fondi venga assegnata per la qualità della didattica, la ricerca, le sedi periferiche. L'errore è stato farlo con i vecchi comitati di valutazione e i vecchi dati: quelli sulla ricerca credo risalgano al 2003-2004, nelle classifiche straniere La Sapienza è sempre ai primi posti. Per esempio ho forti dubbi anche sul criterio degli sbocchi occupazionali: non si possono mettere sullo stesso piano Milano e Reggio Calabria".
Inoltre, sull'idea del ministro Gelmini di portare la quota fondi assegnata per merito al 25 - 30%, Frati commenta: "tanto varrebbe consegnare a qualcuno le chiavi dell'università. Il principio è giusto, ma bisognerebbe mettere persone indipendenti e utilizzare indicatori validi a livello europeo".
"Smentisco che l'Università di Trieste abbia i conti in rosso", ha affermato il rettore dell'Ateneo, Francesco Peroni. "Non riesco a capire con quale criterio sia stata compilata questa lista. Non più tardi di due mesi fa ho approvato il bilancio consuntivo con un milione di euro di attivo, un bilancio accreditato dai revisori dei conti". Anche l'erogazione del finanziamento all'Università di Firenze è stata sospesa in attesa di un piano di risanamento del bilancio. Il Rettore dell'ateneo, Augusto Marinelli dichiara che questa situazione è errata. Il rettore sottolinea che l' università di Firenze "da anni si sta impegnando con grande serietà e con decisioni scomode per il superamento delle criticità dell'attuale sistema di finanziamento delle università italiane".
Il ministro dell'Istruzione e della Ricerca, Mariastella Gelmini: "non c'è un intento punitivo, ma la volontà di spronare tutti a dare il meglio, a non accontentarci di un sistema universitario che ha luci e ombre, se vogliamo rispondere alla crisi si parte dalla scuola, dall'università con la capacità di difendere ciò che funziona ma anche di mettere mano ai problemi, che non mancano e che hanno bisogno di soluzioni rapide ed efficaci".
Grande soddisfazione, invece per il politecnico di Torino, il rettore Francesco Profumo: "Qualità e meritocrazia ecco la ricetta che ci ha permesso di risultare tra le università più virtuose d'Italia. Una conferma - aggiunge il professore - della buona salute dell'ateneo. Negli ultimi anni - sottolinea Profumo - il Politecnico di Torino è sempre stato in buona posizione, sia a livello nazionale sia internazionale. La classifica del ministero non può che renderci orgogliosi".