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Tesi | Scheda
Caratteristiche botaniche, chimiche, farmacologiche ed usi terapeutici delle piante note nella medicina popolare per le loro proprietà diuretiche

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Gradimento
(12 voti)
Anno
2008
Ateneo
Università degli Studi di Palermo
Facolta'
Farmacia
Corso
Farmacia
Professore Relatore
Ch.ma Prof.ssa Piera Vetri
Autore
Cammareri Pamela
Presentazione Tesi

L’indagine bibliografica è volta ad evidenziare le caratteristiche fitochimiche (presenza di particolari costituenti chimici) delle piante in oggetto, con lo scopo di sottolineare la eventuale correlazione tra l’effetto diuretico, la presenza di particolari costituenti chimici e la famiglia botanica cui esse appartengono.

Abstract
Le piante si distinguono dagli appartenenti al mondo animale per una caratteristica ben precisa:mentre gli animali hanno bisogno di prelevare dall’ambiente esterno il nutrimento necessario alla loro sopravvivenza, le piante sono una sorta di piccolo “laboratorio chimico” e partendo da poche molecole di base come acqua, anidride carbonica e sali minerali sono capaci di elaborare da sé il proprio nutrimento e prodotti che aiutano a ripristinare il normale funzionamento dell’organismo umano alterato da vari eventi patologici, i cosidetti “medicamenti”.
Anteprima

Le piante si distinguono dagli appartenenti al mondo animale per una caratteristica ben precisa:mentre gli animali hanno bisogno di prelevare dall’ambiente esterno il nutrimento necessario alla loro sopravvivenza, le piante sono una sorta di piccolo “laboratorio chimico” e partendo da poche molecole di base come acqua, anidride carbonica e sali minerali sono capaci di elaborare da sé il proprio nutrimento e prodotti che aiutano a ripristinare il normale funzionamento dell’organismo umano alterato da vari eventi patologici, i cosidetti “medicamenti”.
Fin dall’origine dell’uomo a tale scopo erano usate le proprietà terapeutiche delle piante basandosi su osservazioni casuali, leggende e credenze, le quali spesso non avevano alcun fondamento scientifico. A cavallo fra il ‘700 e l’800, evolvendosi le diverse tecniche estrattive, vennero isolati alcuni principi attivi naturali, come la chinina dalla china, la morfina dall’oppio, la stricnina dalla noce vomica, la caffeina dal caffé. Ciò permise la nascita delle prime industrie farmaceutiche il cui scopo principale era quello di isolare i principi attivi dotati di specifiche proprietà terapeutiche per poterli poi commercializzare sotto forma di specialità farmaceutica. Durante tutto il ‘900 e in particolare dopo la seconda guerra mondiale, sono stati scoperti nuovi farmaci che hanno contribuito a debellare malattie che nei secoli scorsi avevano mietuto tante vittime, come gli antibiotici, i farmaci contro la tubercolosi, gli antimalarici, oppure altri che hanno migliorato la qualità della vita, come antistaminici, antidepressivi, tranquillanti, antinfiammatori. Le piante medicinali vengono, in questo periodo relegate nell’ambito della medicina popolare perché il loro uso è considerato frutto di ignoranza. In particolare dopo il “caso talidomide”, la valutazione del rapporto rischio/beneficio è diventato un fattore primario nella scelta terapeutica, l’attenzione degli studiosi si è rivolta sempre di più agli effetti indesiderati dei farmaci, prima notevolmente sottovalutati. Tutto ciò ha portato non solo a maggiori controlli sulle specialità medicinali, ma anche ad una rivalutazione delle piante medicinali.
Il 23 maggio 1978 (1), durante la 31° Assemblea Mondiale della Sanità, costituita dai Governi Nazionali dei Paesi aderenti all’ONU, l’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, venne incentivata a “promuovere le ricerche sulle modalità di utilizzazione delle piante” della medicina popolare dei vari paesi del mondo. Fu elaborato un programma atto a “stabilire e di aggiornare periodicamente una classificazione terapeutica delle piante medicinali in correlazione con la classificazione terapeutica dei medicamenti”, ad “elaborare norme e specificazioni internazionali d’identità, di purezza e di attività dei prodotti a base di preparazioni galeniche”, ad “elaborare metodi atti a garantire l’utilizzazione efficace e senza pericoli di prodotti a base di piante medicinali e particolarmente delle loro preparazioni galeniche” e a, infine, ”diffondere fra gli Stati membri informazioni su questo argomento”....

Traduzione in altre lingue
No
Parole chiave
farmacognosia,reni,botanica,piante diuretiche,diuresi,diuretici
Tipo tesi
Tesi di Laurea
Prezzo tesi
14 Euro
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