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Maturità 2009: ecco come sconfiggere l'ansia degli esami
Stress, diaforesi, insonnia e nervosismo sono alcune delle reazioni psico-fisiche che i liceali provano prima e durante l’esame di maturità. Ma niente allarmismi, poiché semplici suggerimenti possono aiutarvi a trovare l’equilibrio psico – fisico giusto per gestire l’ansia da esame.

Stress, diaforesi, insonnia e nervosismo sono alcune delle reazioni psico-fisiche che i liceali provano prima e durante l’esame di maturità. In alcuni casi, le variabili emotivo-affettive possono condizionare negativamente la prestazione di chi deve sostenere un test e, spesso, non sono tenute in conto dagli esaminatori.
In una ricerca condotta da Ivano Gagliardini e Paolo Meazzini, rispettivamente dell’Istituto Walden e dell’Università "La Sapienza" di Roma, si è visto che elevati stati d'ansia sono invalidanti per la prestazione e che la scuola, in modo particolare partendo dall’istruzione media in su, vede l'ansia da esame come un fatto "privato" dello studente, che fa parte della sua "personalità" e per tale motivo non è modificabile. 
Inoltre, l’istituzione scolastica italiana non è attrezzata per analizzare e intervenire sul fenomeno, conseguentemente molti soggetti, con forte ansia da prestazione, sono emotivamente labili, tanto che alcuni di essi, dopo una serie d’insuccessi, abbandonano la scuola.

La maggior parte dei ragazzi soffre di un grave disagio psichico e di manifestazioni somatiche, come palpitazioni, sudorazione diffusa, senso di soffocamento, inquietudine, mal di stomaco, disappetenza, insonnia. Ma niente allarmismi, poiché semplici suggerimenti possono aiutarvi a trovare l’equilibrio psico – fisico giusto per gestire l’ansia da esame.
Per prima cosa cercate di ridimensionare l’importanza della prova, ovviamente non vogliamo che prendiate l’esame di maturità sotto banco, perché l’esito di questo influenzerà il vostro futuro nei 12 mesi successivi: ripetere l’anno, andare all’università o iniziare a lavorare. Ricordatevi però che nessuno vi sta “torturando”, non siete in una scena del film ''Saw V'', male che vi vada rifarete il 5° anno e sarete preparatissimi per giugno 2010.
Studiate in compagnia, poiché ripetere con gli amici di scuola, è un modo per confrontarsi e per condividere ansie e paure, con chi come voi si trova a essere giudicato per il proprio lavoro scolastico. Evitate, però, compagnie pessimiste che vi agiterebbero maggiormente.
 Ogni tanto "staccate la spina", le pause rappresentano una valvola di sfogo. Cercate di distrarvi in modo salutare e praticate sport per eliminare l’adrenalina in eccesso. Ricordate però che questa non è una scusa per fare baldoria, ma una breve sosta dopo ore passate a studiare sui libri.


Molti psicologi consigliano di non studiare il giorno dell’esame, perché ormai è tutto deciso. Ma se lo studente è molto ansioso, una breve ma frenetica lettura di manuali, fotocopie e dispense, dell’ultimo minuto può generare sicurezza e tranquillità interiore per non far emergere, durante l’esame, sensi di colpa.

La presenza, durante l’esame, di un amico o di un parente caro, possono essere dei validi aiuti contro l’ansia. Infatti, la loro sola vicinanza vi darà forza ed energia permettendovi di non abbandonare, per crisi di panico, il “ring”. Poiché il batticuore ed il panico sono sentimenti normali per chi si appresta a sostenere delle prove non mascherateli, cercate di essere voi stessi. Anche perché l’ansia nasconde un meccanismo perverso: più cerchi di nasconderla, più aumenta. Infine, per cercare di tranquillizzare la vostra mente e i vostri battiti cardiaci ricordatevi che, qualunque sia l’esito dell’esame , dopo vi attende una lunga estate ma soprattutto tenete a mente questa frase: “the life must go on”.

Laura Patanè

Laura Patanè
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