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Maturità 2009: Mappa concettuale o Tesina, per la serie chi ben comincia…
Come si prepara una mappa concettuale? Qualche consiglio per ottenere un'esposizione chiara e precisa del percorso critico del candidato e una comprensione semplice e immediata dei collegamenti pluridisciplinari da parte della commissione.

La mappa concettuale costituisce sicuramente la spina dorsale del nuovo colloquio pluridisciplinare previsto per l’esame di maturità. Il termine è stato coniato da due studiosi (il più famoso John Novak, fautore della teoria del sistema del passaggio dal generale al particolare e dal sovraordinato al sottordinato, con uno scopo: quello di fornire una serie di informazioni in modo chiaro e ben strutturato) i quali sostenevano che la rappresentazione grafica delle conoscenze “è un modo per far emergere i significati insiti nei materiali da apprendere”, in quanto costringe a riflettere sugli argomenti e a trovarne il nesso logico. Così come una mappa geografica la mappa concettuale serve per orientarsi in un territorio, è strumento per interpretare, rielaborare e trasmettere conoscenze, informazioni e dati, visualizzando l’oggetto della comunicazione, i concetti principali, i legami che essi stabiliscono e, di conseguenza, il percorso del ragionamento. Ma come si prepara una mappa concettuale?

Ecco a voi quella che può essere definita la modalità classica. Il primo passo consiste nella ricerca di tutte le informazioni adeguate all’argomento trattato. Recatevi per esempio in biblioteca per una lista della bibliografia sul tema: leggete l’indice di ogni opera, scartate i capitoli che non hanno attinenza con la vostra tesina. Utilizzate la risorsa telematica per avere maggiori dettagli: siti enciclopedici come Wikipedia o altri portali possono essere molto utili. Rileggete gli appunti presi nel corso dell'anno scolastico ed evidenziate quelli che potrebbero essere utili alla mappa concettuale.

Il secondo passo consiste nella delineazione di ciò che volete comunicare. Qual è l’oggetto del vostro ragionamento? Quali sono i concetti da cui parte e che si intende sottolineare? Quali sono le conseguenze delle vostre riflessioni e i legami che intrattengono con altre tematiche? E’ rispondendo a questi interrogativi che la mappa si configura come una risorsa dal grande valore didattico e formativo, dal momento che obbliga a riflettere continuamente sulle proprie conoscenze, esortando a non perdere di vista il filo del discorso ma a seguirlo fino alla sua conclusione.

Una mappa concettuale ideata e organizzata correttamente permette, al momento del colloquio, un'esposizione chiara e precisa del percorso critico da parte del candidato e una comprensione semplice e immediata dei collegamenti pluridisciplinari da parte della commissione. In particolar modo da una buona mappa concettuale, si evincono: le conoscenze e competenze acquisite dallo studente nelle diverse discipline; la capacità di analisi dello studente nell'approfondimento critico dei singoli argomenti;la capacità di sintesi nello strutturare gli argomenti in un percorso unitario; la capacità di mettere in relazione gli argomenti e le problematiche studiate, attraverso collegamenti efficaci e credibili.

Dopo questo excursus sulle modalità di preparazione, vediamo adesso come “fattivamente” un docente può aiutare il candidato alla formazione della mappa concettuale o tesina. Per capire che tipo di interazione esiste tra l’alunno e il professore nella formazione di una mappa concettuale, abbiamo chiesto alla professoressa Rosetta Terranova, docente di Lettere al Liceo Scientifico Principe Umberto di Savoia.Secondo il mio parere, per fare una buona tesina - spiega la professoressa- occorre avere necessariamente un’ottima elaborazione orale. Chi ha avuto o ha delle difficoltà in tal senso, parte svantaggiato rispetto agli altri. Ad ogni modo la preparazione della tesina aiuta molto l’alunno, gli consente di valutare appieno il suo senso critico e la capacità di districarsi nelle varie materie. Inutile dire come, soprattutto per noi professori prima degli esami, possa anche essere uno strumento per valutare che tipo di preparazione globale il ragazzo abbia raggiunto nel corso dell’anno o degli anni”.Per l’individuazione del tema della tesina- precisa la professoressa Terranova- aspettiamo che siano i ragazzi stessi a proporre un argomento. Spesso accade che la materia dalla quale si parte sia l’italiano: è più facile trovare dei collegamenti. C’è, invece, chi preferisce partire dalla materia che secondo lui gli è maggiormente congeniale, ma non sempre è una scelta azzeccata. Una volta che lo hanno individuato, lasciamo fare a loro i collegamenti, intervenendo poi su quegli aspetti che secondo la nostra opinione dovrebbero essere maggiormente approfonditi. Se il ragazzo non ha chiari alcuni punti, soprattutto relativi ad alcune materie, cerchiamo di ricollocarlo sulla giusta via, per evitare che possa rischiare di uscire fuori tema. Di solito io curo ogni singolo aspetto della tesina, controllando passo dopo passo i ragazzi, per evitare, come detto, che ci possano essere degli errori o dei fuori-tema”. “Ad ogni modo, è essenziale, per una tesina fatta bene, che l’alunno abbia una buona preparazione, ma abbia soprattutto la capacità del TRANSFERT, cioè di trasferire facilmente le nozioni immagazzinate in alcune materie ad altri ambiti, senza fare un eccessivo sforzo di collegamento. E’ necessario che questo tipo di collegamento venga al ragazzo in maniera quasi automatica”.
Considerazioni e consigli che sottolineano come, la mappa concettuale o tesina che dir si voglia, rappresenta un importante spartiacque per la prova d’esame. Una chiara esposizione ed una facilità nel passare da una materia all’altra cogliendo subito il nesso di collegamento, rappresentano sicuramente un bel biglietto da visita per la prova orale.
Flavio Sirna

Flavio Sirna
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