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Il sedicesimo turno di serie A ha ulteriormente confermato, se fosse ancora necessario, che il campionato ha un solo dominatore, l'Inter di Mourinho. Nonostante i nerazzurri abbiano solamente pareggiato contro l'Atalanta, facendosi raggiungere in extremis da un gol di Tiribocchi e protestando largamente per l'espulsione di Sneijder, le dirette inseguitrici non si sono affatto dimostrate all'altezza.
La Juventus anche sabato a Bari ha confermato di essere in crisi nera. Contro i pugliesi, una delle squadre più organizzate e spettacolari della serie A, i bianconeri hanno palesato i soliti limiti: una difesa che fa acqua, con Cannavaro in imbarazzante difficoltà. Un centrocampo senza idee, ma non si poteva chiedere molto ai panchinari Tiago e Poulsen; un attacco spuntato, con Amauri solo l'ombra di sè stesso e Diego che ha perso un'occasione di riscatto fallendo il rigore del pareggio (nel complesso di una prestazione nuovamente mediocre). E se a ciò aggiungiamo che per i prossimi due mesi Ferrara dovrà fare a meno di Buffon e Camoranesi, le prospettive non sembrano poter migliorare l'umore della tifoseria e della società.
Passo falso anche per il Milan. L'opaca prova contro lo Zurigo in Champions League è stato un campanello d'allarme non colto da Leonardo. Il 4-2 fantasia, come viene chiamato in società, non potendo contare più sull'effetto sorpresa, ha bisogno di qualche variante. Variante che è impossibile apportare visto che non esistono alternative. Fallito l'esperimeno di Abate al posto di Pato, nel tentativo di far rifiatare l'appannato brasiliano. Stesso discorso per Ambrosini: in evidente necessità di riposo, non ha potuto tirare la carretta come nelle scorse partite. Non ha funzionato l'entrata in campo di Flamini al suo posto: il francese continua ad essere l'ombra del giocatore ammirato sino a due anni fa con la maglia dell'Arsenal. Se effettivamente i rossoneri vogliono continuare a coltivare speranze di scudetto è necessario che Leonardo, non appena fiuti un minimo calo fisico, cambi modulo, lasciando più spazio alla concretezza e meno allo spettacolo. Anche se, obiettivamente, al tecnico brasiliano non si può chiedere la luna: con tutto il rispetto per i vari Favalli, Antonini o Abate, una squadra del livello del Milan deve poter contare su giocatori di maggiore levatura per sognare traguardi alti.
La restante parte della classifica segnala invece una Fiorentina altalenante (efficace e spettacolare il Europa, balbettante in campionato), un Parma per il quale il sogno Europa sta diventando una seria realtà, ed un Catania che, nonostante il cambio in panchina (Mihajlovic al posto di Atzori) appare destinato, salvo clamorosi capovolgimenti di fronte, alla retrocessione in serie B.
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