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- 23/11/2009 09:59 - Stiben Mesa Paniagua

Tag: Amedeo Bacigalupo , Angela , Carla Marchese , Catania , Catania Film Commision , Donatella Finocchiaro , Fabio Fatuzzo , I baci mai dati , Librino , Mare Nero , Nuvola Film , Pino Micol , Roberta Torre , Sud Side Stori , Tano da morire

Sabato 21 novembre, nella splendida cornice del Palazzo della Cultura a Catania, la produzione del film “I baci mai dati” di Roberta Torre ha ringraziato apertamente la città, in particolare il quartiere di Librino, per l’ospitalità ed il supporto durante le riprese, quasi ultimate, della pellicola. Allo stesso modo, l’assessore comunale alla Cultura e presidente della Catania Film Commision Fabio Fatuzzo ha ringraziato la produzione per aver scelto la città.
“Quando l’ho visto la prima volta sono rimasta folgorata - spiega così Roberta Torre il suo rapporto con la location principale - io amo le periferie da sempre, ma Librino per me ha avuto un fascino particolare. È un luogo che ha un immaginario molto forte. A me è piaciuto ambientare questa storia a Librino, non vedendolo come una periferia degradata, assolutamente, ma come un luogo di speranza nel quale poteva avvenire un miracolo. Ed un primo miracolo è già avvenuto ed è quello di aver, quasi, concluso al meglio questo film”.

“I baci mai dati” racconta la storia di Manuela, una tredicenne cresciuta in fretta, che vive nel sobborgo di una grande città del sud Italia, Librino. Un giorno, per noia e per gioco, s’inventa di poter fare miracoli. Viene creduta e da quel momento irrompe nella sua vita un’umanità affamata e bisognosa che le chiede di tutto: dal posto di lavoro perduto alla vittoria del campionato di calcio. Sua madre, Rita, ex Miss del quartiere, si accorge di poterne fare un business. Questo stravolge gli equilibri del microcosmo in cui si muovono i personaggi della vicenda che si troveranno coinvolti in un disegno più grande di loro. Fino a quando quello che sembra un evento straordinario e inspiegabile accadrà sul serio.

E dopo “Tano da morire” (1997), “Sud Side Stori” (2000), “Angela” (2002) e “Mare Nero” (2006), questo è il quinto lungometraggio della regista milanese, già vincitrice del David di Donaltello e del Nastro d’argento come Migliore regista esordiente grazie al suo primo film. Si tratta, al contrario, dell’esordio per la giovane protagonista Carla Marchese, la tredicenne “miracolosa” nella storia. Un personaggio nuovo, invece, per Donatella Finocchiaro, come lei stessa ha dichiarato, diverso dal classico ruolo di “attrice drammatica per eccellenza”. E poi c’è Pino Micol, nella parte di Don Livio, che definisce questa la sua “prima avventura cinematografica importante”.

“Il costo del film si aggirerà, secondo le previsioni, intorno ad 1.2 milioni di euro - ha dichiarato Amedeo Bacigalupo, Nuvola Film - e sarà pronto, presumibilmente, per la prossima primavera, ma per l’uscita non c’è ancora una data prevista, la speranza è portarlo ad un festival”.

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