Tag: Ariel , Famiglia allargata , Sonzogno
Ariel odia la matrigna che le ha tolto la sua vera famiglia e ama solo la sorellastra di quattro anni Greta. Adesso che il padre è deceduto in un incidente, Ariel è costretta a vivere con i genitori di Sara, la matrigna, e non riesce ad accettare questa nuova condizione di vita. Cerca rifugio nell'affetto di un coetaneo tanto diverso da lei ma nulla può compensare la scomparsa irrisolta della mamma naturale e la profonda solitudine che l'avvolge giorno dopo giorno.
La sua vita non esiste più e le domande si accavallano senza tregua: che cosa è successo veramente la sera dell'incidente? Cosa aveva intenzione di fare suo padre? Dov'è finita la mamma? Comincia una sorta di lotta estrema tra il desiderio di ricomporre i tasselli del suo passato e il bisogno di guardare al futuro, tra l'impulso di diventare grande e la necessità di restare bambina ancora un poco..
Penso che il problema fondamentale di un figlio è sentirsi certo di essere figlio, di appartenere ad un vero nucleo familiare. A volte questa certezza è messa in dubbio nella sempre più frequente "famiglia allargata". E spesso il figlio bimbo o adolescente, ha paura di non essere desiderato, amato e di venire dopo tante altre priorità degli adulti genitori. Il figlio ha bisogno di vivere al centro degli interessi di un papà e di una mamma veri e presenti sempre. E' una consapevolezza necessaria per un figlio e per il suo futuro.
Capita che il figlio non ha il coraggio di chiedere attenzioni e disponibilità perché gli sembra da egoista mettere davanti i propri bisogni e cresce con un desiderio nascosto e insoddisfatto d'amore. E' un necessario bisogno di normalità per un figlio riconoscergli la priorità su tutto.
Per un figlio, soprattutto finché è piccolo, essere diverso è molto spesso negativo. Ed è esplicito nel manifestare il proprio disagio nell'abitare in una casa "attraversata" da figure genitoriali diverse ed estranee a quelle naturali. E il disagio arriva a volte alla profonda sensazione di “non avere nè sentirsi a casa, di non avere più una famiglia”. Leggete per non dimenticare che un figlio è un dono di Dio e come tale va amato e protetto tutta la vita.
il tuo commento è davvero bello e sono davvero onorata che tu abbia letto il mio libro.
Ti auguro con tutto il cuore il meglio per la tua vita: non arranderti mai alle difficoltà e tira fuori tutta la grinta che hai. Io sarò sempre una tua fan ;) Un abbraccio. Silvia
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