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- 07/02/2010 11:23 - Angela Sterlino

Tag: Ariel , Famiglia allargata , Sonzogno

Ariel odia la matrigna che le ha tolto la sua vera famiglia e ama solo la sorellastra di quattro anni Greta. Adesso che il padre è deceduto in un incidente, Ariel è costretta a vivere con i genitori di Sara, la matrigna, e non riesce ad accettare questa nuova condizione di vita. Cerca rifugio nell'affetto di un coetaneo tanto diverso da lei ma nulla può compensare la scomparsa irrisolta della mamma naturale e la profonda solitudine che l'avvolge giorno dopo giorno.

La sua vita non esiste più e le domande si accavallano senza tregua: che cosa è successo veramente la sera dell'incidente? Cosa aveva intenzione di fare suo padre? Dov'è finita la mamma? Comincia una sorta di lotta estrema tra il desiderio di ricomporre i tasselli del suo passato e il bisogno di guardare al futuro, tra l'impulso di diventare grande e la necessità di restare bambina ancora un poco..

Penso che il problema fondamentale di un figlio è sentirsi certo di essere figlio, di appartenere ad un vero nucleo familiare. A volte questa certezza è messa in dubbio nella sempre più frequente "famiglia allargata". E spesso il figlio bimbo o adolescente, ha paura di non essere desiderato, amato e di venire dopo tante altre priorità degli adulti genitori. Il figlio ha bisogno di vivere al centro degli interessi di un papà e di una mamma veri e presenti sempre. E' una consapevolezza necessaria per un figlio e per il suo futuro.

Capita che il figlio non ha il coraggio di chiedere attenzioni e disponibilità perché gli sembra da egoista mettere davanti i propri bisogni e cresce con un desiderio nascosto e insoddisfatto d'amore. E' un necessario bisogno di normalità per un figlio riconoscergli la priorità su tutto.

Per un figlio, soprattutto finché è piccolo, essere diverso è molto spesso negativo. Ed è esplicito nel manifestare il proprio disagio nell'abitare in una casa "attraversata" da figure genitoriali diverse ed estranee a quelle naturali. E il disagio arriva a volte alla profonda sensazione dinon avere nè sentirsi a casa, di non avere più una famiglia”. Leggete per non dimenticare che un figlio è un dono di Dio e come tale va amato e protetto tutta la vita.

Commenti: 4
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Commenti
nessuno: - Domenica, 07 Febbraio 2010 18:39:14 - privato
le mie condoglianze
 
 
nessuno: - Domenica, 07 Febbraio 2010 18:39:39 - privato
le mie condoglianze
 
 
lettera: - Domenica, 21 Febbraio 2010 14:29:06 - sweet me
IO sono d'accordo pèienamente con ciò e lo dico per esperienza perchè a volte nella vita certe cose possono essere spiacevoli e vanno affrontate e non bisogna mai tirarsi indietro perchè un conto è vedere il dramma da fuori e allora è facile parlare ma un conto è vivere le situazioni. Io sono una ragazza di 16 anni e faccio parte di una famiglia allargata dove c'è una sorellastra e da quando vivo questa situazione(creatasi quest'anno con il contatto con un padre che non ' mai stato presente nella mia vita da 15 anni) la mia vita è stata stravolta ed è un pò difficile da accettare ma credo in me, credo di farcela a scuola. Spero di superare l'anno anche perchè non voglio dipendere da mamma per tutta la vita e so anche che una bocciatura a una scuola privata comprometterebbe la mia vita perchè ho le mie ambizioni di vita come tutti quanti e di certo non voglio lavorare a quest'età. A lavorare ci va il ministro!!!
 
 
vorrei rispondere a sweet me: - Martedì, 16 Marzo 2010 21:10:04 - Silvia Tesio
Grazie tesoro,
il tuo commento è davvero bello e sono davvero onorata che tu abbia letto il mio libro.
Ti auguro con tutto il cuore il meglio per la tua vita: non arranderti mai alle difficoltà e tira fuori tutta la grinta che hai. Io sarò sempre una tua fan ;) Un abbraccio. Silvia
 
 
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